mercoledì 20 giugno 2007

Qualunquismo come pensiero del rifiuto

Il qualunquismo (e qui non mi riferisco al movimento politico qualunquista degli anni '40-'50) può esserci di aiuto come risorsa importante e facilmente reperibile, in quanto scaturente alla fin fine con molta facilità anche nell'uomo"incolto "di politica. Il qualunquismo può servire per operare "il grande rifiuto", quello nei confronti dell'attuale mondo politico "ufficioso". Bisogna gettare discredito su questa classe politica italiana, supina solo a fare gli interessi delle cosche della Grande Finanza e dell'Industria Decotta. L'unica arma è non andare più a votare,( e questo può essere una delle applicazioni del qualunquismo di cui sopra) per nessuno, siano esse elezioni comunali, elezioni provinciali o elezioni nazionali. E' ora di dire basta a questo ceto di privilegiati, di veri e propri parassiti sociali, e di mafiosi; di persone che utilizzano la politica solo per i propri interessi personali e per favorire quella classe industriale incapace di organizzarsi seriamente e di "fare mercato", poichè tutta dipendente dai soldi che lo Stato gli fornisce togliendoli alla popolazione italiana. E lo stesso discorso vale sia per la destra che per la "sedicente" sinistra. Bisogna gettare discredito, non credere più alle loro parole. Tutti quanti sono supini nell'accettare le direttive del "Centro Imperiale", che vuole solo ottenere dominio sui suoi sudditi, imponendo i suoi diktat economici e politici. "Il Centro Imperiale", a cui sia i governi di destra che i governi di sinistra sono supini, non vogliono altro che rendere "l'italietta" un paese folkloristico, economicamente dipendente. E' logico che sia così. Vogliono rendere l'Italia solo un paese "dove se magna bbene", "il paese del turismo", "della coda alla vaccinara e del lardo di colonnata". Ma l'economia di una nazione che si riduce quasi a questo, non può competere sul mercato globale, dove si richiedono investimenti nell'alta tecnologia, nell'alta ingegneria e nella ricerca. Un paese che ha un economia ridotta a questo ( e il mady in Italy, tanto osannato, non è che un economia di cortissimo respiro) non può avanzare ma solo retrocedere. Ma il "Centro Imperiale", non vuole che questo.Come accadeva all'inizio del novecento quando L'Inghilterra regnava sovrana, decidendo le sorti del mercato "libero" ( libero però fino a quando non conveniva all'Inghilterra stessa) e costringendo di fatto le altre nazioni suddite a non dotarsi di alta tecnologia per non dare fastidio al suo dominio. Quella stessa situazione, creatasi allora all'inizio del novecento, non è altro che l'esatta trasposizione (certo, con tutte le sue differenze storiche) di ciò che oggi è la cosiddetta "globalizzazione economica", che, di fatto, altro non è che il dominio di una nazione, gli U.S.A, sulle altre nazioni europee e non.
Il qualunquismo non va biasimato, quando diventa un efficace strumento utile moralmente per fare piazza pulita di questa politica corrottissima. Quando si ripromette il fine di non credere più a nessuno, nè a destra nè a sinistra. Non sono un'anima bella, non sono un moralista convinto. Sono solo un cittadino angosciato di fronte ad un futuro che per lui, come per gran parte dei giovani cittadini italiani, si prospetta assolutamente nero. Disoccupazione in aumento, occupazione che predilige solamente contratti senza alcun futuro,con forse la possibilità di non pecepire in futuro neanche una minima pensione per la sopravvivenza, un aumento potentissimo del costo della vita....quale futuro è riservato a noi giovani? Quale?
Il mio appello è accorato: giovani come me, non credete più a questa politica, è ora di voltare pagina, di fare qualcosa di veramente utile per noi. Se andiamo in piazza a manifestare, facciamolo senza bandiere: tutti quanti in giro con bandiere bianche! Come a significare che noi rifiutiamo qualsiasi schieramento politico! Come non identificazione con nulla. Come "ignavia positiva", come antitesi alla politica ufficiale! Ma anche come rifiuto di un mondo che ci vuole a tutti costi etichettare con qualcosa o con qualcuno, NOI INFATTI DOBBIAMO RIFIUTARE QUALSIASI RUOLO OFFERTOCI: fino adesso ci hanno identificato con qualcosa, con la merce o con lo spinello, o con una collocazione politica,di destra o di sinistra. Facciamo allora un bell'atto genuinamente politico, ma di una politica veramente critica e consapevole: rifiutiamo a tout court questa politica ufficiale, allineata solamente a perseguire interessi di facciata e di cortissimo respiro, senza futuro e senza meta. Aderiamo allora anche al qualunquismo, se questo può servire per rifiutare lo schifo tremendo che abbiamo davanti. Nichilista è chi imperterrito dice che nulla si può cambiare. Ma il nichilista nasconde anche un pensiero ideologicamente schierato, che è imparentato a quello che dice che questo "è il migliore dei mondi possibili" e che nulla può cambiarlo. Nichilista, tu sarai anche di moda adesso, ma si sà che la moda altro non è che una cristalizzazione rituale di un atto che magari nel passato aveva anche le sue ragioni di essere. Così come l'attuale moda( si fa per dire attuale, visto che sono 60 anni che si va avanti con questa commedia inutile) del fascismo e dell'antifascismo. Ma quando la smetterete di fare i bambini autoreferenziali? Ma quando vi accorgerete che l'antifascismo appartiene ad un passato ormai sepolto così come il fascismo?
Nichilista, fascista ed antifascista, ecco delle etichette che noi non vogliamo: a queste semmai sostituiamo il qualunquismo, ma non il qualunquismo "dell'uomo qualunque", ma un qualunquismo consapevole e positivo, che conscio di quale è l'attuale problema politico, la sinistra con tutte le sue propaggini, si pone in un ottica di rifiuto anche della destra, cioè di due "vie" politiche speculari tra di loro, e allo stesso tempo non si rifiuta di cercare una soluzione. L'esortazione che qui voglio dare è questa: rifiuto totale di ogni etichetta, e di ogni ricetta, e la consapevolezza di cercare nuove vie. Nuove strade, che siano consapevoli degli attuali rapporti di forza internazionali e nazionali.Il qualunquismo in questo può aiutarci. Diffondetelo a mano larga, non è difficile da reperire, ognuno di noi in fondo in fondo è un pò qualunquista. Può diventare davvero una forza immane, anche perchè è possibile a tutti i livelli sociali e di età. E poi alla fin fine è anche convincente e non ha bisogno di ulteriori giri di parole complicati. E' una forza schietta e sincera e soprattutto "universale", anche la nonnina di 80 anni è un pò qualunquista. In più supera la divisione di classe , di reddito, di "status" merceologico, insomma, può essere eletto a forza politica con pieni voti.Ragazzi, non sto scherzando! Provate anche voi l'efficacia del qualunquismo. Provate a parlare con la gente in tram o in giro per strada. Vi accorgerete di questo scontento serpeggiante nel cuore della gente, che ha voglia di dire basta a questo immondezzaio politico. Ma non ha voce. Dategli voi allora voce. Nominatelo questo scontento, nominatelo col suo vero nome, accendete la miccia della rivolta che , forse , prima che diventi un fuoco divampante vero e proprio ci vorrà del tempo. Ma intanto fatelo! Evviva il qualunquismo!

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