1
Non esiste lo spettacolo come entità a sé stante emanata da un'unica entità egemone. Esistono semmai gli spettacoli. E gli spettacoli sono sempre in lotta tra loro ma sempre concordi nel mantenere il rapporto dominati/dominanti.
Allorché infatti avviene "un negativo" che può mettere in luce qualcosa di codesto rapporto, ecco che tutto lo spettacolo in sé concorda nell'eliminazione del discorde. Ecco allora che gli spettacoli concordano e creano una specie di armonia di sottofondo che, nel momento in cui la lotta era nel suo pieno svolgimento, era stata distrutta. La quiete dopo la tempesta? - Dopo la tempesta le cose ritornano al punto di prima.
2
Lo spettacolo è solo ciò che si vede. E' solo l'ombra. Il resto non si coglie. Ciò che si coglie qui è solo la superficie dei rapporti.
Occorre per questo andare a trovare chi muove, in un certo qual senso, "le marionette" dello spettacolo. Chi segue l'ombra, infatti, non può cogliere che chimere.
3
Il livello dello spettacolo è il livello del mero vedere. Del mero vedere senza ombra di smentita. E', per eccellenza, il livello unidimensionale e antisimbolico.
4
L'illusionista è chi prende per certo come vero lo spettacolo (o gli spettacoli) e si batte solo contro questo. Lo spettacolo in sé, ripeto, non esiste.
5
Gli spettacoli possono essere riassunti anche così: la migliore veste dei dominanti per presentarsi ai dominati e rassicurarli così che questo è "il migliore dei mondi possibili".
6
Lo spettacolo è una falsificazione del reale bella e semplice. E' il confondere le acque. E' la putrefazione del più vero e sincero relativismo.
domenica 17 giugno 2007
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