Perciò, avendo in mente tutte queste considerazioni riguardo tale fenomeno "giovanile", che i giornalisti italioti sembrano accorgersene solo adesso, quanto piacere mi ha fatto leggere questo piccolo stralcio di Alfio Squillaci trovato su una bella rivista di internet intitolata "la frusta"( titolo omonimo di una rivista settecentesca). L'articolo è molto bello e invito voi tutti a leggerlo .
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Il disprezzo per i secchioni
La spinta a conformarsi verso il basso, a scegliere come modello di eccellenza il più indisciplinato, il più caciarone, il più somaro, è molto evidente nella società italiana. Andrebbe trattata come un paragrafo della sindrome di arretratezza socio-culturale del nostro paese. Che il primo della classe venga schernito, insultato, vilipeso, o addirittura spinto al suicidio (come purtroppo è successo a Porto Ercole nel gennaio 2008 e a Ischia nell’autunno 2007) è un’indicazione preziosa di quella che è la moral basis della società italiana. Premesso che il ricco e il furbo (spesso ricco perché furbo) desta la massima ammirazione come modello, non sfugge invece il persiflage, lo sfottò, per usare il termine canonico leopardiano, verso il merito e l’eccellenza. C’è un controllo sociale feroce degli incolti verso le persone colte (spesso guardate con sospetto), nulla di quella ammirazione compunta che la società francese riserva ai savants, a les itellos etc, un desiderio di ridurli al proprio livello, il più infimo possibile.
Non è un caso che Mike Bongiorno furbescamente abbia determinato la propria fortuna mostrandosi sempre al di sotto di ogni sapere medio, sbagliando a bella posta i congiuntivi o le nozioni più elementari, per mettersi “allo stesso livello” dei telespettatori, col preciso intento di non irritarli, di non disturbarli; allo stesso modo il cantante Celentano mena vanto della propria semplicità non proprio francescana, ma furba, bertoldesca, dichiarandosi “il re degli ignoranti”. Di questo fenomeno ci hanno avvertiti sia Umberto Eco col suo Diario minimo, sia Luciano Bianciardi, che scriveva acutamente «I nostri presentatori della televisione avevano successo, e lo hanno, in quanto riassumono ed esprimono certi difetti, certe tare nazionali. Mike Bongiorno ne riassumeva più di tutti, ed ecco perché lo possiamo stimare il più mediocre, quindi il più bravo» («L' antimeridiano», di Luciano Bianciardi, volume secondo, è edito da Isbn Edizioni e ExCogita (pagine 1938, €69)
C’è un sacro terrore in Italia a presentarsi in società facendo mostra di sapere. Il cazzeggio si scatenerebbe crudelmente annichilendo chiunque. «Parla come mangi»! Ma nessuno di loro però si azzarderebbe a mangiare come parla: ah no! A tavola gli italiani sono dei signori, dei Lorenzo il Magnifico!
«Da noi, scrive Massimo Palmarini Piattelli sul Corriere del 13 dic. 2007 “secchione”, “superdotato” e “primo della classe” (che dovrei piuttosto scrivere al femminile, dato che le femmine, ovunque nei Paesi avanzati, superano oramai in media i maschi) sono insulti, non attributi di merito. Invece, i primi della classe (sì, i cosiddetti secchioni), sono tesori da coltivare, investimenti insostituibili per il nostro futuro e dovrebbero essere circondati dalla stessa ammirazione riservata, per esempio, ai migliori atleti».
1 commenti:
Se qualcuno fa il bullo con te, digli di crescere.
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