sabato 26 aprile 2008

La via della lotta

"Piccolo gruppo compatto, noi camminiamo per una strada ripida e difficile tenendoci con forza per mano. Siamo da ogni parte circondati da nemici e dobbiamo quasi sempre marciare sotto il fuoco. Ci siamo uniti, in virtù di una decisione liberamente presa, allo scopo di combattere i nostri nemici e di non sdrucciolare nel vicino pantano, i cui abitanti ci hanno biasimato per aver costituito un gruppo a parte e preferito la via della lotta alla via della conciliazione".V. I. Lenin, Che fare?, 1902

In quest'epoca di falsità e di ipocrisia, in cui tutto è spettacolo, tutto viene mediatizzato ed i nuovi santoni della politica riempiono le piazze per battaglie reazionarie, non possiamo che scegliere la via della lotta politica, della serietà, della coerenza.

Non sogniamo un mondo altro. Vogliamo cambiare questo.
Non vogliamo un uomo nuovo. Vogliamo cambiare questo.
Non crediamo nelle moltitudini. Vogliamo ricostruire la comunità.

Soltanto combattendo strenuamente, dedicandosi anima e corpo alla lotta politica, dando l'esempio per primi dell'abnegazione necessaria potremo raggiungere l'obiettivo che più ci preme: una società fondata sull'uguaglianza, sulla fratellanza e sulla libertà.

Molti compagni si stanno rifugiando nell'identitarismo, altri nel movimentismo più esasperato. Noi, al contrario, continuiamo a tenere il timone ben saldo sulla rotta che ci siamo proposti di seguire: la lotta politica per ricostruire quel legame comunitario che non c'è più. Soltanto ricostruendo ambiti di discussione e dando gli strumenti teorici necessari e sufficienti per farlo potremo pensare a cambiare lo stato di cose presenti.

Solo con dei militanti politici seri e preparati possiamo pensare di ottenere qualche risultato. Siamo contro la cultura dello "sballo", figlia della temperie culturale del nostro tempo, così come siamo contro il moralismo straccione. Abbiamo scelto di raccogliere il testimone del comunismo in un momento in cui molti comunisti hanno preferito definirsi di sinistra. Abbiamo scelto di vivere la comunità in un mondo che vede l'individuo sopra tutto. Abbiamo scelto di abbracciare un'etica filosofica proprio quando alcuni si rifugiano nel dogma religioso ed altri si abbandonano ad esaltazioni della propria imbecillità.

Ci vuole coraggio, cari compagni e care compagne. Ci vuole molto coraggio, ma se vogliamo scrollarci di dosso il vecchiume e il lerciume di questi tempi, non possiamo che dirigerci verso la Comunità Solidale formata da Individui Liberati. Soltanto mettendo insieme queste due polarità, Individuo e Comunità, potremo raggiungere l'obiettivo di una società solidale, cooperativa e, diciamolo a voce alta, comunista.

Deve risuonare in ogni dove il nostro grido di libertà, il nostro grido di giustizia ed il nostro sostegno alle Resistenze che, oggi come ieri, hanno il coraggio di mettersi in gioco per la salvaguardia della dignità e della vita di ogni popolo, compreso il nostro. Nessuno pensi alla Resistenza come qualcosa lontano da noi. La Resistenza è qui, oggi, contro la società dello spettacolo, portata avanti e sovvenzionata da industriali e finanzieri, che vogliono inebetire le masse per disgregarle, per atomizzarle. Ci stanno riuscendo, lo vediamo ogni giorno, sta a noi interrompere il corso di questo fiume in piena.

L'elaborazione teorica deve andare di pari passo con la prassi, dopo un'attenta analisi della realtà. Stiamo viaggiando su questi binari e continueremo a farlo. L'invito che rivolgiamo a tutti i proletari, ma a maggior ragione a tutti i compagni e le compagne, è quello di mettersi al lavoro, oggi e non domani, per tornare a far politica tra le persone, lasciando perdere le mire elettoralistiche che potranno venire in un secondo momento. Ora è tempo di ricostruire quel legame comunitario e di classe che possa portarci fuori dal pantano in cui siamo scivolati tutti, per colpa di una generazione di arrivisti e di lacchè dei centristi.

Diamoci da fare, per noi, per tutti gli sfruttati e gli ultimi della terra, per tutti i compagni e i fratelli che lottano nel mondo per arrestare l'arroganza imperialista, per le generazioni che verranno, per la terra stessa.

La via della lotta politica è la sola praticabile: serietà, elaborazione teorica e risoluzione di problemi pratici. Dal precariato all'infamia dei senzatetto, dalla tragedia delle morti bianche al parassitismo del sistema bancario, dalla militarizzazione/fascistizzazione della società all'attacco del sistema pensionistico, dall'offensiva ai danni dei diritti civili all'abominio dei centri di permanenza democratica, dalle nuove forme di razzismo alla privatizzazione dei beni comuni: tutto parte dal binomio capitalismo-imperialismo.

La fase che stiamo attraversando è ovviamente di Resistenza, qui come nella maggior parte del mondo. Echi di rivolta giungono da Ovest, dal Sud America. Questo non può che farci piacere, ma non possiamo fermarci a guardare dalla finestra, come non possiamo rimanere a guardare ciò che succede ad Est. Qui, nel centro capitalista, c'è bisogno di noi, cari compagni e care compagne. Resistiamo!

Comunità Proletarie Resistenti
http://cpr.splinder.com/

3 commenti:

Flavio ha detto...

Veramente un'ottima analisi/proposta, ho visionato il loro blog e sito, veramente interessanti e innovativi, approfondirò la conoscenza delle loro tesi, ma credo che abbiamo trovato la categoria marxiana, Comunismo e Comunità, che, forse, ci aiuterà ad uscire da questa palude.

Flavio

Raffaele Capone ha detto...

Grazie Flavio per il tuo interessamento. Per quanto riguarda la categoria in cui noi ci rispecchiamo, se dobbiamo essere sinceri, ancora non l'abbiamo trovata. In molte cose del comunitarismo però ( così come lo intende Preve, ad esempio) noi ci ritroviamo.
Se ne riparlerà, anche perchè noi stessi dovremmo approfondire ulteriormente il discorso comunitarista.
Che ben vengano perciò suggerimenti a proposito.
Saluti Flavio.

Eduard Gans ha detto...

devo dire grazie per questo post. mi ci riconosco in pieno.