Ieri a Torino, nella mia persona, il Movimento As.Sur.Do. c'era. Ho dovuto superare molti imprevisti ma alle 14 io ero pronto nel ritrovo di via Madama Cristina per iniziare il corteo.
Due motivi, entrambi in un perfetto equilibrio che mi impedisce di trovare quale è stato il decisivo, mi hanno spinto e dato la forza di presenziare a tale "pericoloso" evento:
1_ il popolo palestinese;
2_ il capitalismo 'italiano'.
Per il primo io ho manifestato a favore, ho appoggiato pacificamente la causa. Perchè? Perchè ho fatto mie, in modo consapevole e pratico, le seguenti parole: "siate sempre capaci di sentire nel più profondo qualunque ingiustizia commessa contro chiunque, in qualunque parte del mondo" perchè "non credo che siamo stretti parenti, ma se" sei "capace di tremare di indignazione qualvolta si commetta un'ingiustizia nel mondo, siamo compagni. Il che è molto importante" per intraprendere qualsiasi percorso pratico-teorico costruttivo-decostruttivo.
Il secondo motivo è semplice: ho manifestato anche contro un modo di manifestarsi del potere capitalistico 'italiano'. Io ci sono voluto essere per oppormi con fermezza alla falsità della disinformazione insita inevitabilmente nel sistema spettacolo. Perchè infatti oggi di ieri già nessuno più parla? Ma se ci scappava la carica sarebbe stato lo stesso? Sviare l'attenzione, deformare il reale... io mi opporrò sempre a tale gioco dell'alienazione e quindi ieri ho scelto l'unico modo per vedere il vero: esserci e viverlo (com-parteciparlo).
Ieri lo stato non aveva nulla da temere da noi, perchè noi non siamo stupidi e sappiamo bene che ieri non era il luogo e il momento opportuno per nessuna concreta conquista. Ciò non significa che noi siamo ormai gente da sterili camminate primaverili per le strade del centro... noi siamo già una prassi rivoluzionaria, ma una praxis in fieri... questo dobbiamo avere l'umiltà di dirlo.
Allora non mi resta che concludere con un'altra frase dello stesso autore di prima, che non nominerò per una mia naturale inclinazione alla cattiveria: "di fronte a tutti i pericoli, di fronte a tutte le minacce, le aggressioni, i blocchi, i sabotaggi, tutti i frazionisti, tutti i poteri che cercano di frenarci, dobbiamo dimostrare, una volta di più, la capacità del Popolo di costruire la propria Storia".
Grazie a tutti per ieri, presenti e non presenti.
Buona lotta!
domenica 11 maggio 2008
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2 commenti:
Pensavo non ci foste,un'occasione mancata per conoscerci.
Il solito difetto di queste manifestazioni è la auto-celebrazione delle multi-avanguardie organizzate,partitini e partitucoli riciclati vari, incapaci di portare avanti una causa sotto un unica bandiera che in questo caso doveva essere quella palestinese.
Purtroppo non sono riuscito ad avvisarti della nostra presenza a causa di un venir meno di un impegno solamente venerdì sera sul tardi. Comunque, come già sai, quando vorrai potremo incontrarci.
Cambiando discorso, concordo pienamente con te: direi che solo le prime file erano autenticamente lì per la Palestina mentre le restanti erano lì solo per 'pubblicità'. Hai notato l'impressionante mole di volantini presenti prima del corteo: e farne soltanto uno per riconoscersi nella lotta come un'unità? Siamo tutti scissi e questo dimostra la corruzione ideologica che ci sta dietro ai gruppi militanti di sinistra.
A risentirci a presto.
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