lunedì 23 novembre 2009

Pubblichiamo qui una specie di videolezione sul situazionismo tenuta qualche tempo fa all'università di Bologna. Checchè se ne dica, il situazionismo in Italia è pochissimo studiato e considerato. Ebbe un certo riscontro dal '69 fino alla fine degli anni '70. Poi la sua considerazione, almeno in Italia, diminuì fino a quasi diventare una cosa esoterica per pochi adepti. Rispolverare un pò il suo pensiero, e le cose positive che ancora oggi può insegnarci, sarebbe davvero una cosa da fare, soprattutto per la società italiana di oggi, una morta gora di nazionalismo becero, di artisti idioti e di masse completamente assuefatte dalla noia spettacolare dei "grandi fratelli", di "uomini e donne", di moda puttanesca alla "dolce & gabbana" e di altre amenità di questo tipo. Mentre il reale, quello vero, quello materiale e duro, ci dice che la vita è davvero caduta in basso: una vita precaria in tutto, nei sentimenti, nelle amicizie, negli amori e negli interessi. Ma lo spettacolo copre tutto questo; perche esso è assuefazione, noia agghiacciata, limbo degli ignavi ( e l'ignavia oggi è il "politicamente corretto"). Non credo che questa situazione cambi nel giro di poco tempo. Occorrerebbe un sano risveglio, quasi simile a quello che si ebbe nel Rinascimento, per ridestare la società italica dal sonno (e dal sogno) in cui vive. Per ora il dibattito più interessante sembra essere quello sul crocifisso nelle scuole. Ecco la nuova ninna nanna creata ad hoc dai dominanti per assuefare le masse italiche. Intanto, la vita precaria ci inghiotte. Quelli che stanno in alto possono vivere p ancora molto bene, nel lusso e nell'agio; mentre per noialtri, per noi masse indistinte; per noi, come diceva la canzone del grande Rino Gaetano, " ...il cielo è sempre più blu.....". Ammazzate lo spettacolo!

La lezione la trovate qui: 1° Parte




Saluti antispettacolari!

venerdì 20 novembre 2009

Videointervista a Gianfranco La Grassa

Ci scusiamo innanzitutto coi lettori del blog per la ridotta pubblicazione di post in queste ultime settimane. Impegni, e vicissitudini di varia natura, ci hanno impedito di aggiornarlo più spesso. Promettiamo comunque nei prossimi mesi e settimane di essere più solleciti. Intanto, ecco pescata direttamente da you tube una videointervista a La Grassa. Spero di farvi cosa gradita. Non lo metto sul blog per non appesantirlo troppo. Preferisco farvi cliccare qui. Ed ora non ci resta che augurarvi: buon assurdo a tutti!

mercoledì 28 ottobre 2009

As.Sur.Do.!!!

Fotografia ed estetica: gli occhi di chi guarda educati dagli occhi di chi fotografa. State fermi, non muovetevi, datevi un contegno – ragazza si comporta come una asse di legno. Ragazza cerca di gestire un universo con la cosmesi – la mia immaginazione la priva degli occhiali costosi oscurati. Osservo i tratti dei volti immaginando capelli rapati, vestiti depauperati da ammenicoli che rendono simili ad abeti addobbati, orpelli che pendono da entrambi i lati. Ilari noi, con una punta di disprezzo: ci ricordiamo i tratti del volto, andiamo oltre gli occhiali, il pizzetto, il berretto, indovina chi?, forza quattro, gira la moda! Una ruota con quattro teste di ragazze diverse, quattro tette di ragazze diverse, otto cosce di ragazze diverse – gira la ruota e prova nuove combinazioni, crea nuove divisioni estetiche, ovvero stili. Tutto questo per dare l’impressione che la varietà esista – ma si tratta pur sempre di una ruota che mischia le classiche quattro caratteristiche catturate nel tempo dalle macchine fotografiche: ragazze fiche! O forse sono io che tengo negli occhi quelle fotografie che fin da piccolo mi sono state mostrate. Guardate le persone e non vi concentrate: troppa fatica a scremare la cultura delle immagini che impedisce di capire cosa veramente vi piace guardare. Gradite una persona od un paesaggio nella misura in cui tale persona e tale paesaggio somigliano all’ideale di persona e paesaggio che avete dentro, tutto il resto è merda, è indifferente, a volte non lo notate neanche. E non avete neanche il coraggio di risalire la corrente per giungere all’origine del vostro gusto estetico. Per carità, potreste scoprire che vi piacciono irrimediabilmente le ragazze brutte! Che figura ci fareste con i vostri amici se sapessero che avete un’insana perversione per i tagli, per le macchie, le ossa che spuntano? Sarà un caso, ma i vostri gusti combaciano con i canoni estetici che nascono e cambiano quando i canoni estetici cambiano. Non importa se discutere dei gusti altrui sia inutile, anche perché trovo oltraggioso che qualcuno ritenga i miei gusti una autosuggestione che serve solo a dare contro ai gusti delle altre persone. Forse se mi facessi un tatuaggio con scritto “osservazione” capireste che cosa faccio tutti i giorni, io! Sì, perché voi capite solo i tatuaggi, gli orecchini, i piercing, gli occhiali, le pettinature, i vestiti, i siti internet, le fotografie ritoccate, le fotografie che mostrano solo una parte di quello che c’è da vedere, le copertine, i giornali, i disegni un po’ grafici perché il tratto ormai è scomodo, i disegni sporchi apposta, perché per farvi capire che qualcosa è estemporaneo ed improvvisato bisogna scrivervelo sotto a caratteri totalitari. Capite i film se qualcuno che vi sta simpatico ve li spiega, altrimenti non vale nemmeno la pena di sforzarsi di stare due ore seduti in poltrona, perché, dio mio, potreste vedere qualcosa che non vi piace! La soluzione per voi? I film in bianco e bianco, muto! Il giornale di una pagina, vuoto! Un lavoro serio di responsabilità e fatica, pasta e fagioli, carne alla brace, la canzone che stavate ascoltando che ad un tratto tace.

(Uochi Toki, L'estetica, brano tratto da Laze Biose, 2006)

mercoledì 14 ottobre 2009

Il "1984" di Microsoft.

L'argomento di questo post non è solitamente trattato dal nostro blog. Tuttavia oggi faremo un 'eccezione. Per chi non sapesse a cosa va incontro utilizzando un certo tipo di software, con annessi e connessi, deve saperlo. L'argomento , ovviamente, non si ferma all'ambito informatico, ma si estende fino a toccare l'ambito politico (e filosofico). Da qui la necessità di pubblicarlo su questo blog. Buona lettura.


Puoi fidarti del tuo computer?

di Richard Stallman

 [immagine di uno Gnu Filosofico]

Da chi dovrebbe ricevere ordini il nostro computer? La maggior parte della gente ritiene che il computer dovrebbe obbedire all'utente, non a qualcun altro. Con un progetto denominato "informatica fidata" (Trusted Computing), le grandi aziende mediatiche, incluse l'industria cinematografica e quella musicale, insieme ad aziende informatiche quali Microsoft e Intel, stanno cercando di fare in modo che il computer obbedisca a loro anziché all'utente. (La versione Microsoft di tale sistema si chiama "Palladium"). Alcuni programmi proprietari presentavano già delle funzioni infide, ma tale progetto le renderebbe universali.

Software proprietario significa, fondamentalmente, che l'utente non può controllarne le funzionalità; né può studiarne il codice sorgente o modificarlo. Non deve sorprendere il fatto che qualche sagace imprenditore trovi il modo di usare il proprio potere per metterci in svantaggio. Microsoft lo ha fatto parecchie volte: una versione di Windows era progettata per segnalare a Microsoft tutto il software presente sull'hard disk dell'utente; un recente upgrade "di sicurezza" per Windows Media Player imponeva l'assenso dell'utente a nuove restrizioni. Ma Microsoft non è certo l'unica: il software di file sharing per la musica KaZaa è progettato in modo che i partner commerciali di Kazaa possano utilizzare parte del computer dell'utente. Queste caratteristiche malevole rimangono spesso segrete, ma perfino quando se ne conosce l'esistenza, è difficile rimuoverle perché l'utente non ne possiede il codice sorgente.

Nel passato questi erano incidenti isolati. L'"informatica fidata" li renderebbe dilaganti. Una definizione più appropriata sarebbe "informatica infida" (Treacherous Computing), poiché il piano è progettato per assicurarsi che il computer disubbidisca sistematicamente all'utente. Anzi, è progettato per impedire al computer di operare come un computer per usi generici. Ogni operazione potrebbe richiedere un'autorizzazione esplicita.

L'idea tecnica alla base dell'informatica infida è che il computer include dispositivi per la cifratura e la firma digitale, le cui chiavi vengono tenute segrete all'utente. I programmi proprietari useranno tali dispositivi per controllare quali altri programmi l'utente possa far girare, a quali documenti o dati può accedere e con quali applicazioni possa aprirli. Tali programmi preleveranno in continuazione nuove autorizzazioni via Internet, imponendole automaticamente all'utente. Se quest'ultimo non consente al proprio computer di ottenere periodicamente nuove regole da Internet, alcune funzionalità verranno automaticamente disabilitate.

Naturalmente, Hollywood e le case discografiche prevedono di ricorrere all'informatica infida per il "DRM" (Digital Rights Management, che noi preferiamo chiamare Digital Restrictions Management, ovvero "Gestione delle restrizioni digitali"), in modo che i video e la musica scaricata possano essere visti e ascoltati soltanto su un determinato computer. Risulterà del tutto impossibile condividerli, almeno usando i file autorizzati ottenuti da tali aziende. Noi, il pubblico, dovremmo avere sia la libertà sia la possibilità di condividere queste cose. (Prevedo che qualcuno troverà il modo di produrre delle versioni non cifrate, di diffonderle online e condividerle, in modo che il DRM non potrà avere la meglio, ma questo non è un valido motivo per approvare tale sistema).

Negare la possibilità di condividere è già qualcosa di negativo, ma c'è di peggio. Si prevede di usare procedure analoghe per email e documenti -- provocando la scomparsa dell'email entro due settimane, oppure consentendo la lettura dei documenti unicamente sui computer di una sola azienda.

Immaginiamo di ricevere una email dal nostro datore di lavoro che ci dica di fare qualcosa che consideriamo rischioso; un mese dopo, quando scoppia qualche grana, non potremo usare quell'email per dimostrare che non siamo stati noi a prendere la decisione. "Metterlo per iscritto" non ci tutela quando l'ordine è scritto con inchiostro simpatico.

Immaginiamo di ricevere un'email in cui il nostro datore di lavoro voglia imporci una procedura illegale o moralmente equivoca, come la distruzione dei documenti fiscali, o lasciar passare senza verifiche una pericolosa minaccia al nostro paese. Oggi è possibile far arrivare il messaggio a un giornalista e rendere pubblica quell'attività. Ma grazie all'informatica infida, il giornalista potrebbe non essere in grado di leggere il documento, il suo computer rifiuterebbe di obbedirgli. L'informatica infida diventa il paradiso della corruzione.

Gli elaboratori di testi come Microsoft Word potrebbero ricorrere all'informatica infida quando salvano i documenti, per assicurarsi che non possano esser letti da nessun elaboratore di testi rivale. Oggi siamo arrivati a conoscere i segreti del formato Word tramite laboriosi esperimenti ed abbiamo elaboratori di testi liberi capaci di leggere i documenti Word. Se quest'ultimo dovesse cifrare i documenti ogni volta che li salva, la comunità del software libero non avrebbe alcuna possibilità di sviluppare software in grado di leggerli --- e anche se riuscissimo a farlo, simili programmi potrebbero essere dichiarati illegali sotto il Digital Millennium Copyright Act.

I programmi che usano l'informatica infida scaricheranno in continuazione via Internet nuove regole per le autorizzazioni, onde imporle automaticamente al nostro lavoro. Qualora a Microsoft, o al governo statunitense, non dovesse piacere quanto andiamo scrivendo in un documento, potrebbero diffondere nuove istruzioni dicendo a tutti i computer di impedire a chiunque la lettura di tale documento. Una volta scaricate le nuove istruzioni, ogni computer dovrà obbedire. Il nostro documento potrebbe subire la cancellazione retroattiva, in pieno stile "1984". Lo stesso utente che lo ha redatto potrebbe trovarsi impossibilitato a leggerlo.

È il caso di riflettere sulle spiacevoli conseguenze dell'applicazione dell'informatica infida, studiarne le dolorose possibilità, e decidere se sia il caso di accettarle o meno. Sarebbe stupido e inopportuno accettarle, ma il punto è che il patto che si crede di fare non rimarrà immutato. Una volta dipendenti da quel programma, non se ne potrà più fare a meno, e loro lo sanno bene; a quel punto, cambieranno il patto. Alcune applicazioni faranno automaticamente un aggiornamento che comporta cambiamenti funzionali -- e non è possibile scegliere di rifiutare tale aggiornamento.

Oggi si possono evitare le restrizioni del software proprietario non usandolo. Usando GNU/Linux o un altro sistema operativo libero, ed evitando di installarvi sopra delle applicazioni proprietarie, allora è l'utente a controllare cosa fa il computer. Se un programma libero include una funzione dannosa, altri programmatori della comunità la toglieranno e se ne potrà usare la versione corretta. Sarà inoltre possibile far girare applicazioni e strumenti liberi su sistemi operativi non-liberi; ciò non offre piena libertà, ma molti utenti lo fanno.

L'informatica infida pone a rischio l'esistenza stessa dei sistemi operativi liberi e delle applicazioni libere, perché potrebbe essere del tutto impossibile farle girare. Qualche versione dell'informatica infida potrebbe richiedere che il sistema operativo sia specificamente autorizzato da un'azienda particolare. Potrebbe essere impossibile installare dei sistemi operativi liberi. Altre versioni dell'informatica infida potrebbero richiedere che ciascun programma sia specificamente autorizzato da chi ha sviluppato il sistema operativo. Sarebbe impossibile per l'utente far girare dei programmi liberi su tale sistema. Se trovate il modo di farlo, e lo raccontate in giro, potrebbe essere un reato.

Negli Stati Uniti esistono già delle proposte legislative che vorrebbero imporre a tutti i computer di supportare l'informatica infida, con il divieto di collegare a Internet i vecchi computer. Una di queste è il CBDTPA (Consumer Broadband and Digital Television Promotion Act - "Atto per la promozione della televisione digitale e della banda larga per i consumatori", ma noi lo chiamiamo Consume But Don't Try Programming Act - "Utilizza i programmi ma non tentare di realizzarli"). Ma pur se non potranno costringerci legalmente a passare all'informatica infida, ci sarà un'enorme pressione perché venga accettata. Spesso oggi si usa il formato Word per comunicare, nonostante ciò provochi un gran numero di problemi (si veda "Possiamo mettere fine agli allegati Word"). Se soltanto una macchina basata sull'informatica infida fosse in grado di leggere i documenti Word più recenti, molta gente finirà per adeguarvisi, qualora considerino la questione puramente in termini individuali (prendere o lasciare). Onde opporsi all'informatica infida dobbiamo unire le forze ed affrontare la situazione come una scelta collettiva.

Per ulteriori dettagli sull'informatica infida, si veda (in inglese) .

Per bloccare l'informatica infida occorre la mobilitazione di un vasto numero di cittadini. C'è bisogno del vostro aiuto! La Electronic Frontier Foundation e l'organizzazione Public Knowledge hanno avviato una campagna di opposizione all'informatica infida, e lo stesso sta facendo il Digital Speech Project sponsorizzato dalla Free Software Foundation. Visitate questi siti Web e cercate di sostenerne l'attività.

Potete aiutare anche scrivendo agli uffici per i rapporti con il pubblico di Intel, IBM, HP/Compaq, o qualsiasi altro produttore da cui abbiate acquistato un computer, spiegando loro che non volete subire pressioni per l'adozione di sistemi informatici "fidati" (trusted) e che quindi non volete ne producano affatto. Ciò servirà a dare potere ai consumatori. Se contate di scrivere lettere simili, inviatene copia alle organizzazioni nominate sopra.

Appendici

  1. Il progetto GNU distribuisce GNU Privacy Guard, programma per l'implementazione di firme digitali e cifratura a chiave pubblica, che può essere usato per inviare email sicure e private. È utile esplorare il modo in cui GPG differisce dall'informatica infida, e vedere cosa rende vantaggioso uno e pericolosa l'altra.
    Quando si usa GPG per l'invio di un documento cifrato, e si ricorre a GPG per decodificarlo, il risultato è un documento non cifrato che è possibile leggere, inoltrare, copiare e perfino ri-cifrare per inviarlo con sicurezza a qualcun altro. Un'applicazione di informatica infida ci consentirebbe di leggere le parole sul monitor, ma non di produrre un documento non cifrato da utilizzare in altri modi. GPG, un pacchetto di software libero, mette le funzioni di sicurezza a disposizione degli utenti; sono questi ultimi a usare il programma. L'informatica infida è progettata per imporre le restrizioni sugli utenti; è tale informatica a usare gli utenti.
  2. Microsoft presenta Palladium come una misura di sicurezza ed afferma che proteggerà gli utenti dai virus, ma tale affermazione è evidentemente falsa. Una presentazione tenuta da Microsoft Research, nell'Ottobre 2002, ha affermato che una delle specifiche di Palladium è che i sistemi operativi e le applicazioni esistenti continueranno a funzionare; quindi i virus continueranno a poter fare tutte le cose che possono fare oggi.
    Quando Microsoft parla di "sicurezza" riferendosi a Palladium, non utilizza il termine per il significato che esso normalmente ha: il proteggere la vostra macchina dalle cose che non volete. Essi intendono il proteggere le vostre copie di dati presenti sulla vostra macchina dall'accesso da parte vostra, nei modi non desiderati da altri. Una diapositiva nella presentazione elencava diversi tipi di informazioni riservate per la cui protezione poteva essere usato Palladium, inclusi "informazioni segrete di terze parti" e "informazioni segrete dell'utente" -- ma le "informazioni segrete dell'utente" sono state messe tra virgolette riconoscendo che ciò è qualcosa di assurdo nel contesto di Palladium.
    La presentazione faceva frequente uso dei termini che generalmente vengono associati al contesto della sicurezza, come "attacco", "codice malevolo", "spoofing" e "fidato". Nessuno di essi aveva il significato usuale. "Attacco" non stava a significare che qualcuno stava provando a farvi del male, ma significava che voi stavate tentando di copiare della musica. "Codice malevolo" significava codice installato da voi per fare operazioni che qualcun altro non voleva che la vostra macchina facesse. "Spoofing" non significava che qualcuno vi stava raggirando, ma significava che voi stavate raggirando Palladium. E così via.
  3. Una affermazione precedente degli sviluppatori di Palladium stabiliva la premessa di base che chiunque avesse sviluppato o raccolto delle informazioni avrebbe dovuto avere il controllo totale su come l'utente le avrebbe potute utilizzare. Questo potrebbe rappresentare una svolta rivoluzionaria rispetto alle passate idee di etica e di sistema legale, e la creazione di un sistema di controllo senza precedenti. I problemi particolari che derivano da questo sistema non sono casuali: essi sono il risultato del fine per il quale il sistema è stato progettato. E' questo fine che deve essere rifiutato.
(Fonte: http://www.gnu.org/philosophy/can-you-trust.it.html)

venerdì 9 ottobre 2009

Scemo chi legge

Abbiamo cercato di organizzare qualcosa di diverso a Milano e domenica 11 Ottobre finalmente lo scontro con lo spettacolo ha inizio.
Ora aspettiamo che ci appoggiate venendo a godervi delle violente presentazioni di libri di autori metropolitani e delle cordiali chiacchierate tra amici davanti ad un bicchiere di vino.
Intanto che attendete l'arrivo del giorno dell'antigiudizio, vi auguriamo buona lotta a tutti!

sabato 3 ottobre 2009

Seconda presentazione martedì 6 Ottobre


La lotta a Samarcanda torna martedì 6 ottobre.
Siete tutti invitati alla libreria "Diffusione Cultura" di Sesto San Giovanni dove alle 18 circa ci sarà la seconda presentazione del libro "Una giornata a Samarcanda".
L'evento prevede una performance audio, o meglio una situazione audio, e poi domande, cibo e bere.
Non mancate!
Intanto buona lotta a tutti!

P.S. Grafica volantino by Iron L.

mercoledì 30 settembre 2009

Congratulazioni da Israele e alla Santanchè!

Due notiziole che dovrebbero farci riflettere.

La prima riguarda la Merkel.

Gerusalemme, 29 set. (Adnkronos/Dpa) - "Calorose congratulazioni" di Israele a Angela Merkel per la vittoria elettorale di domenica: il portavoce del ministero degli Esteri, Yossi Levy, ha sottolineato oggi parlando con l'agenzia Dpa come il leader tedesco abbia dimostrato gia' in passato "una vera amicizia" nei riguardi dello stato ebraico. "Esiste un ampio consenso in Israele sul fatto che le relazioni israelo-tedesche continueranno ad essere buone come sono, o forse anche migliori", ha dichiarato. Il ministro degli Esteri israeliano, Avigdor Lieberman, ha dichiarato lunedi' che durante il suo mandato il cancelliere aveva dimostrato "reale amicizia nei confronti di Israele", "un'impressionante sensibilita' nei confronti del passato", e "lealtà al riguardo delle speciali relazioni tra i due paesi ed i due popoli".

Ecco come Israele, attraverso la sua religione dell'Olocausto (vedi Preve, in questo video da youtube) e gli Usa, attraverso il suo dominio politico e militare, tengono sotto scacco l'Europa.

La seconda notiziola su cui riflettere ci è invece più vicina (e fa anche più "ridere") e riguarda una certa Santanchè. Guardate e stupitevi. Cliccate qui.
Buon as.sur.do. a tutti!