La lezione la trovate qui: 1° Parte
Saluti antispettacolari!
Questo blog si propone di offrire una riflessione problematica, per la maggior parte con un taglio filosofico, sugli aspetti più importanti dell'attuale società occidentale. Politica, cultura, pubblicità, immaginario, arte, scienza, visti sotto un'ottica genuinamente critica.
Fotografia ed estetica: gli occhi di chi guarda educati dagli occhi di chi fotografa. State fermi, non muovetevi, datevi un contegno – ragazza si comporta come una asse di legno. Ragazza cerca di gestire un universo con la cosmesi – la mia immaginazione la priva degli occhiali costosi oscurati. Osservo i tratti dei volti immaginando capelli rapati, vestiti depauperati da ammenicoli che rendono simili ad abeti addobbati, orpelli che pendono da entrambi i lati. Ilari noi, con una punta di disprezzo: ci ricordiamo i tratti del volto, andiamo oltre gli occhiali, il pizzetto, il berretto, indovina chi?, forza quattro, gira la moda! Una ruota con quattro teste di ragazze diverse, quattro tette di ragazze diverse, otto cosce di ragazze diverse – gira la ruota e prova nuove combinazioni, crea nuove divisioni estetiche, ovvero stili. Tutto questo per dare l’impressione che la varietà esista – ma si tratta pur sempre di una ruota che mischia le classiche quattro caratteristiche catturate nel tempo dalle macchine fotografiche: ragazze fiche! O forse sono io che tengo negli occhi quelle fotografie che fin da piccolo mi sono state mostrate. Guardate le persone e non vi concentrate: troppa fatica a scremare la cultura delle immagini che impedisce di capire cosa veramente vi piace guardare. Gradite una persona od un paesaggio nella misura in cui tale persona e tale paesaggio somigliano all’ideale di persona e paesaggio che avete dentro, tutto il resto è merda, è indifferente, a volte non lo notate neanche. E non avete neanche il coraggio di risalire la corrente per giungere all’origine del vostro gusto estetico. Per carità, potreste scoprire che vi piacciono irrimediabilmente le ragazze brutte! Che figura ci fareste con i vostri amici se sapessero che avete un’insana perversione per i tagli, per le macchie, le ossa che spuntano? Sarà un caso, ma i vostri gusti combaciano con i canoni estetici che nascono e cambiano quando i canoni estetici cambiano. Non importa se discutere dei gusti altrui sia inutile, anche perché trovo oltraggioso che qualcuno ritenga i miei gusti una autosuggestione che serve solo a dare contro ai gusti delle altre persone. Forse se mi facessi un tatuaggio con scritto “osservazione” capireste che cosa faccio tutti i giorni, io! Sì, perché voi capite solo i tatuaggi, gli orecchini, i piercing, gli occhiali, le pettinature, i vestiti, i siti internet, le fotografie ritoccate, le fotografie che mostrano solo una parte di quello che c’è da vedere, le copertine, i giornali, i disegni un po’ grafici perché il tratto ormai è scomodo, i disegni sporchi apposta, perché per farvi capire che qualcosa è estemporaneo ed improvvisato bisogna scrivervelo sotto a caratteri totalitari. Capite i film se qualcuno che vi sta simpatico ve li spiega, altrimenti non vale nemmeno la pena di sforzarsi di stare due ore seduti in poltrona, perché, dio mio, potreste vedere qualcosa che non vi piace! La soluzione per voi? I film in bianco e bianco, muto! Il giornale di una pagina, vuoto! Un lavoro serio di responsabilità e fatica, pasta e fagioli, carne alla brace, la canzone che stavate ascoltando che ad un tratto tace.
(Uochi Toki, L'estetica, brano tratto da Laze Biose, 2006)
Da chi dovrebbe ricevere ordini il nostro computer? La maggior parte della gente ritiene che il computer dovrebbe obbedire all'utente, non a qualcun altro. Con un progetto denominato "informatica fidata" (Trusted Computing), le grandi aziende mediatiche, incluse l'industria cinematografica e quella musicale, insieme ad aziende informatiche quali Microsoft e Intel, stanno cercando di fare in modo che il computer obbedisca a loro anziché all'utente. (La versione Microsoft di tale sistema si chiama "Palladium"). Alcuni programmi proprietari presentavano già delle funzioni infide, ma tale progetto le renderebbe universali.
Software proprietario significa, fondamentalmente, che l'utente non può controllarne le funzionalità; né può studiarne il codice sorgente o modificarlo. Non deve sorprendere il fatto che qualche sagace imprenditore trovi il modo di usare il proprio potere per metterci in svantaggio. Microsoft lo ha fatto parecchie volte: una versione di Windows era progettata per segnalare a Microsoft tutto il software presente sull'hard disk dell'utente; un recente upgrade "di sicurezza" per Windows Media Player imponeva l'assenso dell'utente a nuove restrizioni. Ma Microsoft non è certo l'unica: il software di file sharing per la musica KaZaa è progettato in modo che i partner commerciali di Kazaa possano utilizzare parte del computer dell'utente. Queste caratteristiche malevole rimangono spesso segrete, ma perfino quando se ne conosce l'esistenza, è difficile rimuoverle perché l'utente non ne possiede il codice sorgente.
Nel passato questi erano incidenti isolati. L'"informatica fidata" li renderebbe dilaganti. Una definizione più appropriata sarebbe "informatica infida" (Treacherous Computing), poiché il piano è progettato per assicurarsi che il computer disubbidisca sistematicamente all'utente. Anzi, è progettato per impedire al computer di operare come un computer per usi generici. Ogni operazione potrebbe richiedere un'autorizzazione esplicita.
L'idea tecnica alla base dell'informatica infida è che il computer include dispositivi per la cifratura e la firma digitale, le cui chiavi vengono tenute segrete all'utente. I programmi proprietari useranno tali dispositivi per controllare quali altri programmi l'utente possa far girare, a quali documenti o dati può accedere e con quali applicazioni possa aprirli. Tali programmi preleveranno in continuazione nuove autorizzazioni via Internet, imponendole automaticamente all'utente. Se quest'ultimo non consente al proprio computer di ottenere periodicamente nuove regole da Internet, alcune funzionalità verranno automaticamente disabilitate.
Naturalmente, Hollywood e le case discografiche prevedono di ricorrere all'informatica infida per il "DRM" (Digital Rights Management, che noi preferiamo chiamare Digital Restrictions Management, ovvero "Gestione delle restrizioni digitali"), in modo che i video e la musica scaricata possano essere visti e ascoltati soltanto su un determinato computer. Risulterà del tutto impossibile condividerli, almeno usando i file autorizzati ottenuti da tali aziende. Noi, il pubblico, dovremmo avere sia la libertà sia la possibilità di condividere queste cose. (Prevedo che qualcuno troverà il modo di produrre delle versioni non cifrate, di diffonderle online e condividerle, in modo che il DRM non potrà avere la meglio, ma questo non è un valido motivo per approvare tale sistema).
Negare la possibilità di condividere è già qualcosa di negativo, ma c'è di peggio. Si prevede di usare procedure analoghe per email e documenti -- provocando la scomparsa dell'email entro due settimane, oppure consentendo la lettura dei documenti unicamente sui computer di una sola azienda.
Immaginiamo di ricevere una email dal nostro datore di lavoro che ci dica di fare qualcosa che consideriamo rischioso; un mese dopo, quando scoppia qualche grana, non potremo usare quell'email per dimostrare che non siamo stati noi a prendere la decisione. "Metterlo per iscritto" non ci tutela quando l'ordine è scritto con inchiostro simpatico.
Immaginiamo di ricevere un'email in cui il nostro datore di lavoro voglia imporci una procedura illegale o moralmente equivoca, come la distruzione dei documenti fiscali, o lasciar passare senza verifiche una pericolosa minaccia al nostro paese. Oggi è possibile far arrivare il messaggio a un giornalista e rendere pubblica quell'attività. Ma grazie all'informatica infida, il giornalista potrebbe non essere in grado di leggere il documento, il suo computer rifiuterebbe di obbedirgli. L'informatica infida diventa il paradiso della corruzione.
Gli elaboratori di testi come Microsoft Word potrebbero ricorrere all'informatica infida quando salvano i documenti, per assicurarsi che non possano esser letti da nessun elaboratore di testi rivale. Oggi siamo arrivati a conoscere i segreti del formato Word tramite laboriosi esperimenti ed abbiamo elaboratori di testi liberi capaci di leggere i documenti Word. Se quest'ultimo dovesse cifrare i documenti ogni volta che li salva, la comunità del software libero non avrebbe alcuna possibilità di sviluppare software in grado di leggerli --- e anche se riuscissimo a farlo, simili programmi potrebbero essere dichiarati illegali sotto il Digital Millennium Copyright Act.
I programmi che usano l'informatica infida scaricheranno in continuazione via Internet nuove regole per le autorizzazioni, onde imporle automaticamente al nostro lavoro. Qualora a Microsoft, o al governo statunitense, non dovesse piacere quanto andiamo scrivendo in un documento, potrebbero diffondere nuove istruzioni dicendo a tutti i computer di impedire a chiunque la lettura di tale documento. Una volta scaricate le nuove istruzioni, ogni computer dovrà obbedire. Il nostro documento potrebbe subire la cancellazione retroattiva, in pieno stile "1984". Lo stesso utente che lo ha redatto potrebbe trovarsi impossibilitato a leggerlo.
È il caso di riflettere sulle spiacevoli conseguenze dell'applicazione dell'informatica infida, studiarne le dolorose possibilità, e decidere se sia il caso di accettarle o meno. Sarebbe stupido e inopportuno accettarle, ma il punto è che il patto che si crede di fare non rimarrà immutato. Una volta dipendenti da quel programma, non se ne potrà più fare a meno, e loro lo sanno bene; a quel punto, cambieranno il patto. Alcune applicazioni faranno automaticamente un aggiornamento che comporta cambiamenti funzionali -- e non è possibile scegliere di rifiutare tale aggiornamento.
Oggi si possono evitare le restrizioni del software proprietario non usandolo. Usando GNU/Linux o un altro sistema operativo libero, ed evitando di installarvi sopra delle applicazioni proprietarie, allora è l'utente a controllare cosa fa il computer. Se un programma libero include una funzione dannosa, altri programmatori della comunità la toglieranno e se ne potrà usare la versione corretta. Sarà inoltre possibile far girare applicazioni e strumenti liberi su sistemi operativi non-liberi; ciò non offre piena libertà, ma molti utenti lo fanno.
L'informatica infida pone a rischio l'esistenza stessa dei sistemi operativi liberi e delle applicazioni libere, perché potrebbe essere del tutto impossibile farle girare. Qualche versione dell'informatica infida potrebbe richiedere che il sistema operativo sia specificamente autorizzato da un'azienda particolare. Potrebbe essere impossibile installare dei sistemi operativi liberi. Altre versioni dell'informatica infida potrebbero richiedere che ciascun programma sia specificamente autorizzato da chi ha sviluppato il sistema operativo. Sarebbe impossibile per l'utente far girare dei programmi liberi su tale sistema. Se trovate il modo di farlo, e lo raccontate in giro, potrebbe essere un reato.
Negli Stati Uniti esistono già delle proposte legislative che vorrebbero imporre a tutti i computer di supportare l'informatica infida, con il divieto di collegare a Internet i vecchi computer. Una di queste è il CBDTPA (Consumer Broadband and Digital Television Promotion Act - "Atto per la promozione della televisione digitale e della banda larga per i consumatori", ma noi lo chiamiamo Consume But Don't Try Programming Act - "Utilizza i programmi ma non tentare di realizzarli"). Ma pur se non potranno costringerci legalmente a passare all'informatica infida, ci sarà un'enorme pressione perché venga accettata. Spesso oggi si usa il formato Word per comunicare, nonostante ciò provochi un gran numero di problemi (si veda "Possiamo mettere fine agli allegati Word"). Se soltanto una macchina basata sull'informatica infida fosse in grado di leggere i documenti Word più recenti, molta gente finirà per adeguarvisi, qualora considerino la questione puramente in termini individuali (prendere o lasciare). Onde opporsi all'informatica infida dobbiamo unire le forze ed affrontare la situazione come una scelta collettiva.
Per ulteriori dettagli sull'informatica infida, si veda (in inglese)
Per bloccare l'informatica infida occorre la mobilitazione di un vasto numero di cittadini. C'è bisogno del vostro aiuto! La Electronic Frontier Foundation e l'organizzazione Public Knowledge hanno avviato una campagna di opposizione all'informatica infida, e lo stesso sta facendo il Digital Speech Project sponsorizzato dalla Free Software Foundation. Visitate questi siti Web e cercate di sostenerne l'attività.
Potete aiutare anche scrivendo agli uffici per i rapporti con il pubblico di Intel, IBM, HP/Compaq, o qualsiasi altro produttore da cui abbiate acquistato un computer, spiegando loro che non volete subire pressioni per l'adozione di sistemi informatici "fidati" (trusted) e che quindi non volete ne producano affatto. Ciò servirà a dare potere ai consumatori. Se contate di scrivere lettere simili, inviatene copia alle organizzazioni nominate sopra.
Abbiamo cercato di organizzare qualcosa di diverso a Milano e domenica 11 Ottobre finalmente lo scontro con lo spettacolo ha inizio.