All around me are familiar faces
worn out places, worn out faces
bright and early for their daily races
going nowhere, going nowhere,
their tears are filling up their glasses,
no expression, no expression.
Hide my head I want to drown my sorrow,
no tomorrow, no tomorrow.
And I find it kind a funny
I find it kind a sad
the dreams in which I'm dying
are the best I've ever had.
I find it hard to tell you
I find it hard to take
when people run in circles
it's a very, very mad world
mad world.
Children waiting for the day they feel good:
Happy Birthday, Happy Birthday,
made to feel the way that every child should.
Sit and listen, sit and listen.
Went to school and I was very nervous
no one knew me, no one knew me:
hello teacher tell me what's my lesson,
look right through me, look right through me.
And I find it kind a funny
I find it kind a sad
the dreams in which I'm dying
are the best I've ever had.
I find it hard to tell you
I find it hard to take
when people run in circles
it's a very, very mad world... mad world.
Enlarge your world
mad world.
Traduzione:
Mondo pazzo
Attorno a me ci sono facce familiari
posti logori, esausti visi
radiosi e giovani per le loro giornaliere corse
verso nessuna parte, verso nessuna parte,
e le loro lacrime stanno colmando i loro bicchieri,
nessuna espressione, nessuna espressione.
Nascondo la mia testa, voglio annegare il mio dispiacere,
nessun domani, nessun domani.
Ed io lo trovo un po’ divertente
lo trovo un po’ triste
che i sogni nei quali sto morendo
sono i migliori che abbia mai avuto.
Io lo trovo difficile da dirlo a te
io lo trovo difficile da cogliere
quando le persone corrono in cerchio
è veramente, veramente un mondo pazzo
un mondo pazzo.
I bambini stanno aspettando il giorno in cui si sentiranno bene:
buon compleanno, buon compleanno,
fatto per far sentire ogni bambino come dovrebbe sempre sentirsi.
Siedi e ascolta, siedi e ascolta.
Andavo a scuola ed ero molto nervoso
nessuno mi conosceva, nessuno mi conosceva:
salve maestra mi dica qual è la lezione per me,
mi guardi attraverso, mi guardi attraverso.
Ed io lo trovo un po’ divertente
lo trovo un po’ triste
che i sogni nei quali sto morendo
sono i migliori che abbia mai avuto.
Io lo trovo difficile da dirlo a te
io lo trovo difficile da cogliere
quando le persone corrono in cerchio
è veramente, veramente
un mondo pazzo… un mondo pazzo.
Ingrandisci il tuo mondo
il mondo pazzo.
(Gary Jules)
La canzone è dei Tears for Fears ma pubblico il nome di Gary Jules perché la sua versione con il piano è stupenda.
Ma ora ho voglia di sfogarmi un po’: non sopporto più tutti questi erranti spettri che nel loro persistere disuniti vagano allucinati e anestetizzati finendo per formare questa vuota massa che sa usare la propria in-esistenza soltanto per deridere la Vita.
Miei cari amici sconosciuti se riesco ancora a respirare è solo grazie a quelle poche persone che ancora mi sopportano e riescono ad appoggiare il mio delirio da quasi sicuro isolamento sociale forzato o lenta emarginazione.
Ma come spesso, se non addirittura sempre, è giusto fare io vado oltre e calpesto questa disgrazia che su me sosta, perché so che è causa degli ebeti Molti se ciò mi perseguita e nulla mi rimane da fare se non lottare contro Essi e contro il velo di ignoranza che intravedere non gli fa la tragicomica verità: se nel finale saremo noi a prendere i pomodori e vegetali affini in faccia dal pubblico sconfitto e despettacolarizzato non avremo vinto noi ma avrà perso la meschina ideologia d’oggi che asfissiante non ci permette di guardarci tra di noi e inspirare profondamente… e la sua sconfitta è la vittoria di tutti, dotti ignoranti e loro seguaci compresi!
“E i molti tornarono ad essere una comunità, ossia un Noi totale, il Tutto inorganico-organico”.
P.S. Perdonate il mio camminare fuori dal sentiero tracciato e il ritrovarmi spesso a vaneggiare sulle sabbie mobili ma questo è il nostro blog e tale è il compito che deve adempiere: in ogni suo verso, parola e sillaba scontrarsi contro questa onnipresente realtà ottusa.
Forse tutto quello che ho scritto non c’entra nulla con la canzone sopra riportata o forse no: l’Assurdo finalmente ritorna ad espirare con forza e vigore tra queste umili pagine in perenne discordia con il radicato.
Io non rincorro il Sacro Graal: io cerco solo “una boccata d’aria” per non soffocare, perchè io non voglio assolutamente soffocare!
Ascoltate la canzone e pensate… senza mai dimenticarvi di ricordare (il passato) e di immaginare (il futuro)!
Se la canzone vi farà venire la pelle d’oca avrete finalmente compreso il perché è necessario non fermarsi mai di fronte a questo muro del pianto che è l’occidente d’oggi.
Buona lotta!