mercoledì 30 aprile 2008

Seconda Assemblea Astensionista - Roma, 4 Maggio

Presso la Sala Luigi Pintor, in Via dello Scalo di San Lorenzo, 67 (quartiere S. Lorenzo), a Roma, si terrà la seconda assemblea astensionista, per discutere sul presente e sul futuro, ma, soprattutto, sul cosa fare e sul come procedere. Si invitano tutti e tutte a partecipare e ad intervenire nel dibattito, che si terrà il 4 maggio, dalle 9:30.

martedì 29 aprile 2008

Lavori in corso

Ho iniziato oggi a catalogare i post in argomenti. Tutto questo lavoro lo faccio per dare ai nostri testi un ordine interno che sia utile sia a noi sia a voi. Farò il tutto con molta calma: per caso qualcuno ha fretta?
Già che sono qui vi chiedo di colmare la mia ignoranza: è possibile allegare ad un post un testo da scaricare (formato .doc o .pdf)? Se sì, come si fa?
Se qualcuno sarà così buono e comprensivo da rispondermi io gli sarò grato.
Intanto buona lotta!

lunedì 28 aprile 2008

Verso la grande mareggiata

Sto aspettando l'onda
navigando nell'asfalto
lento gocciola il sole
quale sapore ha?

Verso la grande mareggiata
esagera esagera
e ogni giorno impara
e tira e impara
la strada è malata
l'ultima dose di droga è finita
e non esiste mai nessuna città in fiore fiorita
c'è
merce ce n'è quanta ne vuoi
merce preziosa
solo mostra la moneta
tornano i sorrisi
basta che paghi
sto navigando nell'asfalto che mi brucia sotto i piedi
io amo
la metropoli
il suo fascino umano
nel conflitto continuo un delirio
il suicidio è un riparo
in questo territorio l'uomo è solo
e solo il fato è il suo destino
Gesù era un uomo buono
il Papa un falso erede assassino
amor del cielo
non leggermi la mano
sono un uomo terreno
credo ai piedi in cui cammino
e cammino
la strada va animata
canto per la grande mareggiata.

Sto aspettando l'onda
navigando nell'asfalto
lento gocciola il sole
quale sapore ha la libertà?

Sto aspettando l'onda
navigando nell'asfalto
lento gocciola il sole
quale sapore ha?

Avanti su rispondimi
mi dici
quanto paghiamo al giorno per essere felici
vado a cercare le risposte nella notte dei tempi
hanno ingannato le genti i potenti
i dinosauri non si sono estinti
anzi e ci vorrebbero convinti
che non c'è via d'uscita
che la paura dell'alta marea è passata
ma la storia scende in strada e si fa confusa
e tra gli schiavi gira un'energia diffusa
e può accadere qualcosa nel caos
vorrei slegare le catene dell'umanità
sentire il profumo della libertà

mi sono perso nel trip
ma se per caso nel giorno della grande mareggiata io sarò qui
con la mia tavola io farò surf.

Sto aspettando l'onda
navigando nell'asfalto
lento gocciola il sole
quale sapore ha la libertà?

Sto aspettando l'onda
navigando nell'asfalto
lento gocciola il sole
quale sapore ha?

Verso la grande mareggiata
un'onda anomala
ondata fresca
sto lavorando alla mia tavola
il cinismo è lì che ride alla mia porta e bussa
ma quando apro gli occhi sono di un cane da caccia
verso la grande mareggiata
lunga è la strada
è quasi tutta in salita
prima mattina
calma assoluta
lunghe radici e la mia autodisciplina
e oggi il vento tira.

(Assalti Frontali feat. Ice One; “Epicentro Romano Vol. I”)

Un sano intermezzo musicale tra i discorsi degli ultimi giorni.
Buona lotta!

sabato 26 aprile 2008

La via della lotta

"Piccolo gruppo compatto, noi camminiamo per una strada ripida e difficile tenendoci con forza per mano. Siamo da ogni parte circondati da nemici e dobbiamo quasi sempre marciare sotto il fuoco. Ci siamo uniti, in virtù di una decisione liberamente presa, allo scopo di combattere i nostri nemici e di non sdrucciolare nel vicino pantano, i cui abitanti ci hanno biasimato per aver costituito un gruppo a parte e preferito la via della lotta alla via della conciliazione".V. I. Lenin, Che fare?, 1902

In quest'epoca di falsità e di ipocrisia, in cui tutto è spettacolo, tutto viene mediatizzato ed i nuovi santoni della politica riempiono le piazze per battaglie reazionarie, non possiamo che scegliere la via della lotta politica, della serietà, della coerenza.

Non sogniamo un mondo altro. Vogliamo cambiare questo.
Non vogliamo un uomo nuovo. Vogliamo cambiare questo.
Non crediamo nelle moltitudini. Vogliamo ricostruire la comunità.

Soltanto combattendo strenuamente, dedicandosi anima e corpo alla lotta politica, dando l'esempio per primi dell'abnegazione necessaria potremo raggiungere l'obiettivo che più ci preme: una società fondata sull'uguaglianza, sulla fratellanza e sulla libertà.

Molti compagni si stanno rifugiando nell'identitarismo, altri nel movimentismo più esasperato. Noi, al contrario, continuiamo a tenere il timone ben saldo sulla rotta che ci siamo proposti di seguire: la lotta politica per ricostruire quel legame comunitario che non c'è più. Soltanto ricostruendo ambiti di discussione e dando gli strumenti teorici necessari e sufficienti per farlo potremo pensare a cambiare lo stato di cose presenti.

Solo con dei militanti politici seri e preparati possiamo pensare di ottenere qualche risultato. Siamo contro la cultura dello "sballo", figlia della temperie culturale del nostro tempo, così come siamo contro il moralismo straccione. Abbiamo scelto di raccogliere il testimone del comunismo in un momento in cui molti comunisti hanno preferito definirsi di sinistra. Abbiamo scelto di vivere la comunità in un mondo che vede l'individuo sopra tutto. Abbiamo scelto di abbracciare un'etica filosofica proprio quando alcuni si rifugiano nel dogma religioso ed altri si abbandonano ad esaltazioni della propria imbecillità.

Ci vuole coraggio, cari compagni e care compagne. Ci vuole molto coraggio, ma se vogliamo scrollarci di dosso il vecchiume e il lerciume di questi tempi, non possiamo che dirigerci verso la Comunità Solidale formata da Individui Liberati. Soltanto mettendo insieme queste due polarità, Individuo e Comunità, potremo raggiungere l'obiettivo di una società solidale, cooperativa e, diciamolo a voce alta, comunista.

Deve risuonare in ogni dove il nostro grido di libertà, il nostro grido di giustizia ed il nostro sostegno alle Resistenze che, oggi come ieri, hanno il coraggio di mettersi in gioco per la salvaguardia della dignità e della vita di ogni popolo, compreso il nostro. Nessuno pensi alla Resistenza come qualcosa lontano da noi. La Resistenza è qui, oggi, contro la società dello spettacolo, portata avanti e sovvenzionata da industriali e finanzieri, che vogliono inebetire le masse per disgregarle, per atomizzarle. Ci stanno riuscendo, lo vediamo ogni giorno, sta a noi interrompere il corso di questo fiume in piena.

L'elaborazione teorica deve andare di pari passo con la prassi, dopo un'attenta analisi della realtà. Stiamo viaggiando su questi binari e continueremo a farlo. L'invito che rivolgiamo a tutti i proletari, ma a maggior ragione a tutti i compagni e le compagne, è quello di mettersi al lavoro, oggi e non domani, per tornare a far politica tra le persone, lasciando perdere le mire elettoralistiche che potranno venire in un secondo momento. Ora è tempo di ricostruire quel legame comunitario e di classe che possa portarci fuori dal pantano in cui siamo scivolati tutti, per colpa di una generazione di arrivisti e di lacchè dei centristi.

Diamoci da fare, per noi, per tutti gli sfruttati e gli ultimi della terra, per tutti i compagni e i fratelli che lottano nel mondo per arrestare l'arroganza imperialista, per le generazioni che verranno, per la terra stessa.

La via della lotta politica è la sola praticabile: serietà, elaborazione teorica e risoluzione di problemi pratici. Dal precariato all'infamia dei senzatetto, dalla tragedia delle morti bianche al parassitismo del sistema bancario, dalla militarizzazione/fascistizzazione della società all'attacco del sistema pensionistico, dall'offensiva ai danni dei diritti civili all'abominio dei centri di permanenza democratica, dalle nuove forme di razzismo alla privatizzazione dei beni comuni: tutto parte dal binomio capitalismo-imperialismo.

La fase che stiamo attraversando è ovviamente di Resistenza, qui come nella maggior parte del mondo. Echi di rivolta giungono da Ovest, dal Sud America. Questo non può che farci piacere, ma non possiamo fermarci a guardare dalla finestra, come non possiamo rimanere a guardare ciò che succede ad Est. Qui, nel centro capitalista, c'è bisogno di noi, cari compagni e care compagne. Resistiamo!

Comunità Proletarie Resistenti
http://cpr.splinder.com/

mercoledì 23 aprile 2008

Sulla moda e sull'impotenza

Vi linko due interessanti post che cercano di esaminare la categoria moda giungendo a conclusioni di un certo tipo. Quello che qui mi interessa è che tali testi possano fungere da spunto per una profonda meditazione e una sana ricerca intellettuale di "soluzioni pratiche".
Comunque, prima di darvi la possibilità di leggerli, vorrei far notare all'autore dei due scritti che la pornografia non si discosta per nulla dalla sua criticata categoria di moda: pure il porno è una riproduzione incessante di immagini (contenitori pregni di alienazione) e quindi un mero prodotto-surrogato del sistema spettacolo. Niente di più di ciò!

http://www.wolfstep.cc/index.php?subaction=showfull&id=1208646211&archive=&start_from=&ucat=52,62

http://www.wolfstep.cc/index.php?subaction=showfull&id=1208738963&archive=&start_from=&ucat=52

Buona lettura!

sabato 19 aprile 2008

Analisi interessante

Iniziamo a sbarazzarci di pensieri che facilmente potrebbero attirare l'attenzione degli individui attratti dalla sovversione (stato ancora immotivato da un'infondata morale sovrastrutturale o da una situazione di "classe" senza via d'uscita) mediante una fittizia forza che in realtà è tutta persuasione da belle parole, ossia quelle che vorremo inconsciamente ascoltare ma che non bastano perché se analizzate bene contengono in sé profonde contraddizioni e germi di conservatorismo e perbenismo.
Iniziamo la costruzione di un pensiero oppositivo liberandoci da blocchi interni... liberiamoci dunque immediatamente dall'anti-pensiero di Toni Negri.
Non voglio sprecare il mio tempo e quindi, condividendolo in pieno, vi linko un post molto ben fatto e dettagliato che ci allontanerà definitivamente dal falso spettro dell'impero negriano.
Chi non vede il pericolo americano e difende sotto sotto il capitalismo io non lo vedo tanto uomo rivoluzionario… sarà la sua inefficacia pratica e la sua critica del compiacimento a fargli prendere tanti riconoscimenti dal mondo culturale?!
Se troverò altro lo diffonderò istantaneamente.
Questo è il link:

http://www.wolfstep.cc/index.php?subaction=showfull&id=1207096044&archive=&start_from=&ucat=45,54,64

Buona lotta... visto che essa inizia sempre con una genealogica e disinfettante lotta con se stessi, con la propria ideologia alienata e con il proprio amor-di-sé: solo dopo questa fase difficilissima ci si potrà battere autenticamente contro il potere!

mercoledì 16 aprile 2008

A caldo... eppur meditato con coerenza

Con poche righe vorrei iniziare a sintetizzare cosa questa farsa che si è appena svolta in Italia ci lascia in eredità. Comunque per rassicurarvi vi dico subito che il sottoscritto non è triste né insoddisfatto per niente.
Finalmente la Sinistra l’Arcobaleno (SA) è affondata (sia per motivi astensionistici, sia per interni fattori strutturali, sia per la campagna del voto utile) e con il suo momentaneo fallimento sprofondano nel baratro l’occludente Bertinotti e tutti gli interessi dei compagnucci. In Italia, o meglio nel parlamento di questa splendida nazione, il falso movimento marxista sparisce e mediante ciò il pensiero sovversivo si libera dal principale e disgregante gruppo di riferimento. Il vincolo si è spezzato e si dovrà riuscire a non seguire il primo profeta che passerà per queste malsane strade.
Il paese è in mano alla destra e con la vittoria della Lega Nord è ormai evidente che la non-cultura, puramente razzista ed alienata, ha completamente attecchito nelle varie classi sociali e tende ormai con veemenza a trasformarsi in una reale anti-cultura facilmente e velocemente diffondibile tra le varie fasce di reddito che vivono immerse in questo sistema di produzione e nelle sue regole take-away.
Perché allora dovrei io essere “ottimista”? Per il semplice fatto che sono un realista e ho fatto miei certi insegnamenti. Proprio in questo momento storico della disfatta diviene più forte la possibilità di poter costruire un reale e grande movimento di opposizione radicale. La parziale, seppur ripetuta, vittoria del capitalismo spettacolare e del suo non-pensiero creano quella base sociale-ideologica che rende realmente concepibile una lotta aperta contro un nemico incarnatosi nell’ignoranza e nei suoi manifesti obiettivi: americanizzazione del sistema Italia, imperialismo culturale ed economico, annientamento dell’individuo e del gruppo… Cosa possiamo e dobbiamo fare? Di quali responsabilità ci dobbiamo fare carico?

1_ Liberarci per prima cosa della marcia etichetta di sinistra e di tutti i suoi intrinseci compromessi e fallimenti organizzati. Da queste ceneri dobbiamo riuscire a far sorgere, come già accennavo sopra, un movimento di opposizione politica di stampo marxista libero da ogni vincolo partitico o da orientamenti ideologici prefabbricati;

2_ di conseguenza è necessario iniziarsi a battere per creare un fronte che sia in grado di ridare quella vitalità culturale da cui sia possibile far scaturire dal basso della popolazione un senso critico in grado di svelare la quotidiana truffa democratica che dal dopoguerra si è andata consolidando nel nostro bel paese e che con il ’68 ha raggiunto la sua statica investitura;

3_ superare le lacerazioni che ci hanno portato alla deriva e che ci hanno separato tra di noi nell’illusione delle nostre rispettive differenze di finalità e scopo e che i molti interessati a imbavagliarci hanno sempre definito come inevitabili problemi di in movimento troppo numeroso… ora questo problema non sembra sussistere più;

4_ rendere “popolare” il comunitarismo, ossia farlo fuoriuscire dai quei meri discorsi teorici che facciamo tra di noi e che rimangono solo per noi in modo inefficace per divulgarlo concretamente con delle prassi che rendano evidente che esso è la soluzione al problema storico-filosofico del nostro tempo e non questa gretta circolarità politica che in Italia è un non-moto che fa il gioco del resto dell’Europa e degli Stati Uniti (ricordiamoci del debito pubblico qualche volta, argomento troppo facilmente dimenticato persino nella fanta-campagna elettorale);

5_ riuscire noi ad essere il primo esempio lampante per gli altri di tutto quello che ho detto sopra eliminando quell’altezzosità del pensiero che troppo spesso ci fa perdere tempo in ottusi litigi e che di conseguenza ci distoglie lo sguardo dalla nostra autentica vocazione rivoluzionaria. Dobbiamo diventare maturi amici miei ed essere in grado di ascoltare apertamente le opinioni e le proposte altrui: la nostra non è una gara intellettuale per decretare chi è il più bravo di tutti… chi lotta per tale fine è solamente un patetico “imprenditore di sinistra”. La comunità vive sul dialogo e sul dibattito (su questo punto si fonda pure il concetto, ormai così tristemente sfruttato, di cultura). Abbandoniamo il dogmatismo anti-praxis agli ammuffiti centri sociali di vecchio e nostalgico stampo e a quei falsi partiti come la Sinistra Critica, il Partito Comunista dei Lavoratori e soci vari.

Il mio sarà un discorso banale ma volevo farlo perché troppo spesso si inizia dal complesso senza accorgersi che un pensiero senza una forte, seppur ovvia, base non avrà mai vita lunga. Credo vivamente che il gruppo astensionista possa trasformarsi in qualcosa di altro-da-sé e se ciò sarà fatto in modo propositivo ed innovativo noi lo appoggeremo completamente.
Scontriamoci totalmente con questo vecchio e insalubre Occidente. Invito soprattutto i nostri amici delle Comunità Proletarie Resistenti e di Kelebek a partecipare attivamente, come già hanno fatto e continuano a fare, a questo discorso-progetto e non ad aspettare, come questa società desidera che sia fatto dalla moltitudine desiderante, che sia sempre qualcun altro a farlo al posto nostro. Costruiamo insieme la “dissoluzione dell’immagine”. Sono convinto che capirete e che ci metteremo tutto in gioco come un unico arto.

Movimento As.sur.do.

P.s. A Milano oggi è spuntato il sole… lo prendo come un buon segno per il futuro e come un forte input per continuare convinto la mia lotta politica-“artistica” in questa metropoli dilaniata dal perenne inquinamento retorico-spettacolare. Buona lotta a tutti!

sabato 12 aprile 2008

Stato vegetativo della politica: l'esempio dell'encomio da nausea

Manca un giorno alle elezioni e allora mi chiedevo come chiudere questo meraviglioso ed eccitante periodo di fregnacce?! Il fato ha risolto ogni mio problema e mi ha fatto trovare sul web questa fantastica intervista che se letta bene è possibile associarla a tutti quei fan, questo sono di fatto i votanti, che si imbevono di idee senza capire letteralmente 'na mazza di quello che sentono e che poi riferiscono come degli automi agli altri. E tristemente questo vale sia per i berlusconiani sia per i veltroniani sia per tutte le altre marionette di sinistra.
Allora se questa è la situazione dell'individuo impegnato, quello che la politica la segue e la capisce, allora stiamo tranquilli: domani sarà un'altra giornata che scriverà la storia del vegetale stato comatoso di questa appassita pianta oppiacea che è l'Italia.

Ecco per voi il link dell'illuminante intervista:

http://www.politicalink.it/interviste/zarri.htm

Buona decisa astensione!

mercoledì 9 aprile 2008

Firmare l'appello per un'astensione di massa!

Premessa

Le ragioni dell'astensione

Il 13 aprile non voteremo, non ci piegheremo ad alcun ricatto, diremo no ad elezioni truffa che preparano la legislatura dell'americanizzazione integrale del sistema politico italiano.

Una legislatura i cui contenuti essenziali sono già tracciati dall'intesa Veltroni-Berlusconi, un'intesa coperta a sinistra dall'arlecchinesco arcobaleno di Bertinotti.

Come ben si capisce dal testo dell'appello il nostro non è un astensionismo ideologico, astorico e decontestualizzato. Al contrario, quel che proponiamo è un astensionismo politico che trova le sue ragioni fondanti nell'attuale tornante della storia del nostro paese.

Per quanto la casta di regime - sia essa di "centro", di "sinistra" oppure di "destra" – si sforzi per dare dignità ad un finto dibattito politico, ampi settori popolari hanno già capito l'essenziale: queste elezioni sono una truffa. Un imbroglio antidemocratico che impedisce ogni vera scelta, perché le vere scelte sono state già fatte e verranno imposte al paese qualunque sia il risultato.

Il rapporto di sudditanza con gli Usa si rinsalderà, insieme alla disponibilità a nuove avventure militari se Washington lo chiederà. Gli interessi delle oligarchie finanziarie saranno la preoccupazione condivisa del nuovo mostro bipartitico, mentre i privilegi del ceto politico saranno ancor più tutelati. La costituzione che prenderà forma sarà apertamente fondata sull'impresa, non più sul lavoro; mentre il sistema istituzionale (legge elettorale inclusa) verrà sempre più piegato alle esigenze delle classi dominanti, verso nuove forme di totalitarismo che includono ma non si esauriscono nel presidenzialismo.

Questa è la Terza repubblica di cui già parlano, frutto velenoso dell'imbarbarimento sociale, prodotto garantito di queste elezioni truffa.

Come rispondere a questo scenario? In teoria ci sono tre possibilità: il menopeggismo, l'identitarismo, il rifiuto. Il menopeggismo (rifondarolo e non solo) è l'ideologia che più ha prodotto danni, dato che il meno peggio prepara sempre il peggio. L'identitarismo di chi pensa che basti avere una falce e martello sulla scheda elettorale (Sinistra Critica, Pcl, ecc.) è comprensibile ma del tutto inefficace.

Resta il rifiuto ed è questa la scelta che proponiamo. Una scelta etica e politica.

Ma il rifiuto, cioè l'astensione, non è fuga. Al contrario, esso vuol essere la premessa di una lotta più ampia che potrà svilupparsi solo a condizione di una rottura totale con l'indecente casta che chiederà il voto il 13 aprile. A volte il voto più forte è quello non dato. A noi sembra che questa volta sia proprio così.

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QUESTA VOLTA NO
Votare e' una cosa seria - astieniti!

Quelle del 13 aprile non saranno elezioni di ordinaria amministrazione. Esse potrebbero avere conseguenze di portata storica. Le stesse oligarchie che seppellirono la prima Repubblica, sprofondata la seconda nei miasmi delle loro meschine lotte di potere, hanno deciso di fondarne una terza.

I due partiti di plastica, quello di Veltroni e quello di Berlusconi (forti dell'inopinato sostegno del neonato ectoplasma di Bertinotti che ha assunto il ruolo di garante di questo imbroglio) chiedono di cambiare le "regole del gioco", nascondendo ai cittadini quali siano il gioco e la posta in palio. Il gioco consiste nell'adottare un modello istituzionale di tipo americano, ovvero una monarchia elettiva fondata su di un bipartitismo coatto più o meno perfetto. La posta in palio, già deciso quali siano i due monarchi, è a chi dei due debba spettare il trono.

Chiunque si piazzerà per primo ricorrerà infatti all'appoggio del secondo classificato (e all'avallo delle due forze di complemento, quella di Bertinotti per il PD e quella di Casini per il PdL),per fare a pezzi la Costituzione, atto obbligato per passare dalla democrazia parlamentare ad un regime presidenzialista autoritario. Da un sistema in cui la sovranità, almeno legalmente, spetta al popolo, vogliono condurci ad un altro in cui essa sarà appannaggio di ristrette oligarchie che trasformeranno i governi in docili comitati d'affari dei grandi oligopoli capitalistici, e le assemblee elettive in bivacchi schiacciati dagli stivali dell'Esecutivo.

Un sistema oligarchico che farà della democrazia una finzione procedurale, trasformando i cittadini in sudditi, non può essere altrimenti considerato che una dittatura mascherata.

Sappiamo bene che questa tendenza non riguarda solo l'Italia, che essa riguarda tutta l'Europa. Le classi dominanti europee, da sempre prigioniere della supremazia nordamericana, hanno infatti abbracciato il disegno imperialistico di Washington, disegno che fa dell'Alleanza atlantica la punta di lancia della "guerra permanente e infinita" con la quale imporre al mondo le proprie ambizioni imperiali.

Alla guerra permanente contro ogni popolo e nazione recalcitranti corrisponde, entro i confini del blocco imperiale, la necessità di una pace interna cimiteriale, la prevenzione e la soppressione d'ogni conflitto sociale e politico, la violazione dei diritti fondamentali delle persone.

La maniacale ricerca di leggi elettorali truffa, la sacralizzazione del principio della governabilità, vanno infatti di pari passo con l'adozione di leggi lesive delle libertà individuali e collettive, il tutto accompagnato da accanite campagne securitarie razziste e xenofobe. Non si tratta solo del presidenzialismo, ma del passaggio dallo Stato di diritto allo Stato di Polizia.

Quando la società italiana pulsava, quando la democrazia viveva della partecipazione diretta dei cittadini, questo mutamento sarebbe potuto avvenire solo con un "colpo di stato" —minaccia che è infatti gravata sul nostro paese, dal Piano Solo del 1964, a quello della P2 di Licio Gelli negli anni '70-'80.

Oggigiorno, già disarticolate le istituzioni repubblicane, neutralizzate le forze antagonistiche, trasformati i cittadini in tele-spettatori/consumatori inebetiti, questo golpe può essere perpetrato in maniera incruenta, grazie ad una competizione elettorale manipolata con ciniche strategie di marketing dai padroni delle TV e dei mass media.

In questo contesto, davanti ad elezioni il cui risultato è già sancito in anticipo, l'astensionismo di massa è la sola risposta che abbia valore etico e senso politico.

Questa volta no, non ci "tureremo il naso", non accetteremo il ricatto di chi, dopo aver scelto il ruolo di comprimario e di complice di un crimine, vorrebbe il nostro voto accreditandosi come innocente. Né riteniamo abbia senso politico presentare liste alternative. Esse, oltre a non aver alcuna possibilità di successo, svolgerebbero, loro malgrado, la funzione di comparsa della messa in scena elettorale.

Chiamiamo quanti condividono quest'appello non solo a sottoscriverlo, non solo a diffonderlo, ma ad attivarsi in una campagna astensionista di massa allo scopo di contrastare la nascita di quella che chiamano "Terza Repubblica".

Una campagna che sola può gettare le premesse per un'opposizione politica futura, intransigente e a tutto campo, non solo contro la svolta autoritaria e per salvare lo Stato di diritto, ma anche per rilanciare la lotta per affermare i principi di eguaglianza sociale, libertà politica e fratellanza umana, principi che restano i soli per costruire un'alternativa di sistema.

Ci impegniamo altresì a convocare una grande assemblea unitaria nazionale affinché l'opzione astensionista e antagonista abbia una dimensione di massa.

Se sottoscrivi questo appello scrivi a: mi-astengo@tiscali.it

Primi firmatari:

Franco Alunni – Roma
Adolfo Amoroso - Roma
Maria Grazia Ardizzone - Perugia
Rosario Attanasio – Lecce
Anna Paola Azzi – Lucca
Marino Badiale – Genova
Giorgio Becchetti – Assisi
Graziano Bianchi – Lucca
Giulio Bonali – Piacenza
Bono Luciano - Milano
Paola Bonoconto - Roma
Massimo Bontempelli – Pisa
Luciano Bronzi – Potenza
Roberto Bugliani – La Spezia
Francesco Cardinali – Foligno
Daniela Ceccaroni – Perugia
Ino Cecchinelli – La Spezia
Giovanni Cenci – Perugia
Angela Cocco – Roma
Maria Grazia Da Costa – Lucca
Laura Dalle Molle – Vicenza
Tusio De Iulis - Pescara
Riccardo Di Vito – Roma
Franco Ferro – Firenze
Nadia Ferro – Firenze
Maurizio Fratta – Perugia
Ugo Giannangeli – Milano
Alessandro Giornalista – Roma
Andrea Giulietti – Roma
Maria Ingrosso – Lecce
Silvia Irti – Roma
Gianfranco La Grassa – Treviso
Gianluigi Maddalena – Vicenza
Luca Maddalena – Vicenza
Michela Maffezzoni – Cremona
Miguel Martinez – Firenze
Daniela Marzi – Siena
Enrico Mascelloni – Spoleto
Leonardo Mazzei – Lucca
Patrizia Mazzei – Lucca
Luca Minghinelli – Lucca
Miozzi Erika - Bologna
Rodolfo Monacelli – Roma
Fabio Montagnani – Siena
Massimiliano Montesi – Foligno
Alessia Monteverdi – Foligno
Ramona Monti – Lucca
Virginio Monti – Lucca
Mauro Moretti – Lucca
Maurizio Neri – Roma
Alice Paccagnella – Padova
Vittorio Paiotta – Pisa
Moreno Pasquinelli – Foligno
Giuseppe Pelazza – Milano
Anika Persiani – Firenze
Gianni Petrosillo – Potenza
Paolo Pioppi - Amelia
Fabio Polichetti - Roma
Costanzo Preve – Torino
Valeria Proia - Roma
Mary Rizzo – Ascoli Piceno
Gabriele Roberto - Roma
Antonio Savini – Roma
Daniele Sello – Perugia
Enrico Sodacci – Perugia
Sergio Spina – Imperia
Sergio Starace – Lecce
Federico Stella – Roma
Giovanni Teti – Perugia
Marcello Teti – Perugia
Mauro Tozzato – Treviso
Luca Travaglini – Chieti
Giuseppe Vaccaro – Perugia
Irma Vari - Roma

Il Movimento As.Sur.Do. ha sottoscritto l'appello e come già dimostrato in post precedenti concorda pienamente. Nella speranza che l'astensione sia una praxis capace di sussistere pure successivamente all'agonia del 13 e del 14 Aprile e di divenire una lotta comunitaria, vi invitiamo a pensare in modo critico e realista fino all'ultimo secondo che ci accompagna verso una nuovo deprimente e distruttivo spettacolo politico all'italiana.
Buona reale opposizione!
Movimento As.Sur.Do.

lunedì 7 aprile 2008

Il riso è serio seppur appena accennato

Perdonatemi ma oggi abbasserò la serietà di questo blog per un buon motivo: tenterò di superare l’apparenza della politica italiana e di svelarne l’essenza. Il fine è da persona poco umile? Lo sarebbe se io adesso scrivessi un lungo e pomposo post pensando che solamente con esso finalmente io abbia raggiunto lo scopo sia di rivelare il vero sia di essere persino riuscito a mostrarlo a tutti voi. Ma io non opterò assolutamente per questa vuota e narcisistica strada. Quindi cosa farò? Mi sono chiesto ieri sera: quale sarà domenica e lunedì la fisionomia della politica italiana? Risposta non così banale come potrebbe sembrare: parole e immagini, ossia nome del partito e rispettivo simbolo. Queste due entità non sono casuali ma ben studiate a tavolino perché, come la pubblicità bene ci insegna, un voto può essere guadagnato anche in un solo secondo. La persuasione può risiedere nell’apparenza di un bel disegno che ci ricorda qualcosa di caro oppure in parole in sé vuote che in un istante preciso riescono a convincerci che la speranza è l’ultima a morire…e lo spirito vola nell’empireo del cambiamento. Vediamo dunque a cosa ci siamo trovati di fronte fino ad oggi in questa fiera dell’eloquenza da vomito:

PdL = Popolo della Libertà (Libertà di chi?)
LN = Lega Nord (conosco un negozio che vende fucili…contattarmi per il suo numero di telefono)
MpA = Movimento per l’Autonomia (ma l’Autonomia di chi??? Nessuno specifica in questa Italia!)
PD = Partito Democratico (mmm…merda!)
IdV = Italia dei Valori (quali Valori?)
SA = Sinistra Arcobaleno (ma se trovo il luogo in cui ha origine trovo un tesoretto?)
UdC 1= Unione di Centro (Dio quando guarda quaggiù se la ride a crepapelle)
UdC 2= Unione Democratica Consumatori (la terza parola spiega bene la nostra società)
LD = La Destra (è la mano che uso pure io: cazzo sono troppo intelligenti per fare politica!)
PS = Partito Socialista (nel 1993 io c’ero già)
SC = Sinistra Critica (Critica verso se stessa?)
PCdL = Partito Comunista dei Lavoratori (nasce dalla fusione della CdL con il Pdl: notate?!)
ANG = Aborto? No, grazie! (si è risposto da solo)
FN = Forza Nuova (ancora Nuova? Ma non nacque nel 1919?)
PLI = Partito Liberale Italiano (il più antico partito italiano: aria di assoluta novità in Italia!)
PBC = Per il Bene Comune (lo dobbiamo prendere come un invito o una minaccia?)
LdGP = Lista del Grillo Parlante (ex No Euro: mica gli ultimi coglioni!)
PdAC = Partito di Alternativa Comunista (Alternativa??? Visione chiara del problema!)
IL = Il Loto (chi???)

Ebbene ogni partito sintetizza il proprio nome in una sigla: ma non celerà essa un qualcosa d’altro? Me lo sono chiesto e allora per gioco mi sono sforzato di comprendere, o meglio di disvelare, il messaggio subliminale che in questi giorni stiamo violentemente subendo:

PdL = Picciotti, Dominiamoli Liberamente!!!
LN = Lussuriosi Naif
MpA = Mafia, Precariato e Asfalto (tanto Asfalto soprattutto tra Messina e Reggio Calabria)
PD = Partito Dominanti (La Grassa concorderebbe)
IdV = Italia di Veltroni
SA = Sovversivi Alienati
UdC 1= Uniamoci Dominanti Cattolici!!!
UdC 2= Unione Desideranti Catatonici
LD = Lux Dux
PS = Poveri Scemi (riferito agli italiani mica ai suoi segretari e sottosegretari!)
SC = Sottomettiamo il Capitale! (partecipando alle elezioni?!)
PCdL = Per Compagni Disoccupati ma Liberi (ossia non ancora agli arresti domiciliari)
ANG = Ammazzerei Novantanove Gay! (puro pensiero da grande giornalista)
FN = Fascisti Nostrani
PLI = Partito Limitiamo le Idee
PBC = Potrei Bere Cicuta (finalmente scopriamo che in realtà è una setta!)
LdGP = Lega dei “Grandi” Professionisti
PdAC = Partito degli Accattoni Convinti
IL = Inaliamoci Lotti! (ecco chi sono…)

Spero di aver reso l’idea con questa ironico gioco della drammatica situazione che stiamo vivendo… forse in fondo non c’è nulla da ridere.
Buona astensione!

sabato 5 aprile 2008

Sull'evento poetico

Amici miei ieri sera ho quindi letto due mie poesie davanti ad un pubblico piuttosto amante più di una "poesia prosaica" che del verso e del ritmo. Questa poesia contemporanea che vive più per essere un'avanguardia, per essere ad ogni costo novità alternativa, non la capisco proprio. In questa nostra società dominata dalle pseudo-immagini dei telegiornali, della pubblicità e della perenne campagna elettorale tutto si spegne nel fatto e nello spettacolo, ci si dimentica facilmente dei particolari e del loro significato strutturale. Comunque non voglio generalizzare: qualcuno pure ieri ha tentato di scorgere nella parola più l'essenza della mediazione che il vuoto della suggestione da "poeta-imprenditore", essere narcisista più attore che lettore. Sarò un illuso ma è forse proprio questo il motivo che mi permette di sfidare la sorte e provare ad essere "uomo".
La poesia non è di possesso del poeta anzi il suo fine è proprio quello di essere sempre per altri e mai propria: perché altrimenti perderemmo tempo a mettere su carta i nostri pensieri, le nostre emozioni, la nostra stessa vita?! Se allora accettiamo ciò ci rendiamo subito conto del suo valore comunitario e per nulla consumistico: ci dà forse qualcosa di materiale la poesia?! Dunque è proprio per ciò che la poesia è qualità e perciò opposizione. Finché qualcuno si cimenterà nel suo impero il quantitativo non offuscherà completamente le nostre fragili menti... ma nel momento stesso in cui il verso diverrà muto e stasi riprodotta non solo la quantità avrà vinto la sua intrinseca guerra contro l'essere umano ma addirittura non vi sarà più alcun essere umano. Essere uomini è essere poeti, sia che ciò sia latente sia che ciò sia pienamente confermato dal giudizio altrui.
Per ora mi fermo qui.
Il mio prossimo impegno sarà a Verona venerdì 23 Maggio alle ore 18. Per chi volesse venire a sentire un po' di sana poesia visiti l'indirizzo sotto riportato:

http://www.premiodepalchiraiziss.it/

Buona lotta miei cari amici!

venerdì 4 aprile 2008

Perchè non votare ( 1°puntata)

Pubblicherò qui una serie di articoli ripresi da diversi blog che spiegano bene a chi ancora non ha capito niente le motivazioni e gli interessi "segreti" che si nascondono dietro la politica "ufficiale", e che devono portarci ad un rifiuto esagerato di tutta questa politica serva del sistema di oggi. Riflettete bene prima di andare ad orinare in un urna elettorale! Pensate prima a quello che viene espresso in questi articoli.E buone elezioni al mare a tutti!!



DOPO LA FARSA, CHE COSA? di G. La Grassa

E’ ben noto ormai che la storia, dopo la tragedia, si ripete in farsa. Personalmente, a partire già dal 1956, ritenevo Togliatti un “revisionista” (come si diceva allora) e un “piciista” (come dico ancora adesso). Tuttavia, era sicuramente un personaggio di spessore e levatura, uscito da pagine tragiche di storia; tragiche ma dotate di autentica grandezza (perché la tragedia ha quasi sempre grandezza, nel bene come nel male). Dopo Togliatti è venuto Longo (meno grande, ma una persona più che dignitosa comunque) e poi via via altri, tra cui Berlinguer (tanto osannato, ma già un po’ più modesto), e infine siamo arrivati a squallidi personaggi come D’Alema e soprattutto Veltroni. Qualcuno obietterà: ma questi non sono più comunisti. Se non consideravo comunista Togliatti, so bene che “questi due” non lo sono per nulla; tuttavia hanno iniziato la loro carriera politica (il primo verso la fine degli anni ‘60, il secondo pochi anni dopo) in un partito che si diceva comunista. Poi sono passati – assieme al partito in questione, che ha subito solo piccole scissioni “a sinistra” – dal Pci al Pds, poi ai Ds; infine sono entrati nell’Ulivo e quindi nell’Unione, per ultimo (ma sarà l’ultimo?) nel Pd. Il tutto senza aver mai fatto una seria rielaborazione autocritica del loro passato quarantennale. Si sono limitati a cambiare nome e “abito”, diventando il personale politico del grande capitale (come da me previsto fin da quegli anni lontani; i miei saggi di previsione uscirono nelle riviste “Ideologie” e “Che fare” fra fine anni ’60 e inizio ’70).

In questi 40 anni, con perfetta “coscienza felice”, i vecchi piciisti sono passati dalla tragedia alla farsa; ma si sono qui arrestati? No, affatto, hanno attraversato altre trasmutazioni: dalla farsa alla sceneggiata napoletana, poi al mélò della “soap opera” televisiva a puntate; infine alla cialtroneria pura e semplice. E sempre senza fare una piega, sempre con atteggiamento sprezzante e altezzoso verso gli altri, sempre sostenendo di essere stati costantemente coerenti. Hanno intessuto tutti gli intrighi possibili in politica interna come estera; l’ultima mascalzonata che faranno a giorni è il riconoscimento di un’area – in cui si è concentrata (dopo l’intervento americano, con i suoi servi europei, nel 1999) la mafia e il malaffare – quale nuovo Stato. Un vero punto strategico per il predominio statunitense in Europa (in specie orientale) e soprattutto una pistola (non la sola) puntata contro la Russia, nuovamente sulla scena come potenza in ascesa e in antitesi agli Usa.

L’odierno capo di questi cialtroneschi pidiisti – bisbisnipoti dei “tragici” piciisti – va in giro in pullman a raccontare che rappresenta il “nuovo”. Tuona e spara “balle” pazzesche come se lui fosse all’opposizione; ma fino ad aprile è ancora al governo! Si contorce perché i poveracci fanno fatica ad arrivare a fine mese; si scorda che i prezzi dei generi alimentari e le varie tariffe (gas, luce, acqua, ecc.) stanno avendo un’ulteriore, e ancor peggiore, impennata in questi ultimi mesi, senza alcun controllo del “suo” Governo (da lui incensato) che non sia la pagliacciata di Mister Prezzi (pensate solo alla stupidità dello stesso nome, invece che un serio comitato od organo di controllo del carovita). Adesso, con la scusa del freddo (di questi pochi ultimi giorni), si annunciano rialzi dei prezzi di frutta e verdura tra il 20 e il 45% (per prodotti in gran parte coltivati in serra, una vera presa in giro); e il Governo che non fa nulla è ancora quello del partito di “Uolter” (di cui il premier è presidente!). Le FFSS (anzi Trenitalia adesso) ha già aumentato i prezzi e annuncia che dovrà farlo ogni anno (per anni), senza possibilità di alcun miglioramento del servizio poiché mancano i soldi (il famoso tesoretto o extragettito ecc., se lo sono mangiato i “sinistri” con la spesa corrente per varie clientele); e Trenitalia ha al vertice un ex sindacalista Cgil, che è del Pd.

“Uolter” ulula affinché si abbassi la tassazione; ma chi l’ha alzata, se non il suo Governo? Sta candidando tutti e il loro contrario (sempre in omaggio al “ma-anchismo”): imprenditori (di vertice come Colaninno Jr.) e operai che hanno subito gravissimi incidenti sul lavoro; sindacalisti, ma possibilmente anche Ichino che non è certo sfavorevole alla legge Biagi. E via dicendo. Chi ancora sostiene che la corruzione del costume, che la cialtroneria vuota e ciarliera, che la leggerezza e assenza di contenuti di ogni azione e di ogni pensiero, sono da ascrivere al berlusconismo, è uno spudorato mentitore o un idiota di grandezza smisurata. Nessuno è in grado di eguagliare questi piciisti divenuti liberali (e liberisti) senza un minimo di spiegazione, per pura svendita di se stessi e del loro essere ceto politico (quello intellettuale è anche peggiore) che fa da stuoino ai vari grandi finanzieri, agli industriali incapaci di dare impulso e sviluppo al nostro paese, ai “palazzinari” (o costruttori immobiliari) che organizzano il (nuovo) “sacco” delle varie città (a partire da Roma).

Basta con il gridare: “pur che non torni Berlusconi”. La preoccupazione deve essere innanzitutto: che non riescano a restare al governo questi “topi nel formaggio”, questi servi dei più nefasti e nefandi capitalisti italiani. Il Pd è il loro principale puntello; se non torna al Governo, questi parassiti finanziario-industriali non saranno (purtroppo) distrutti perché la destra è certo piena di altri “servi in attesa di servire”. Tuttavia, i Montezemolo, i Bazoli, i Profumo, il candidato “democratico” Colaninno Jr., e tutti gli altri saranno tristi, dovranno rifare i calcoli per i “nuovi acquisti”, si troveranno a disagio perché dovranno dividere il bottino con altri. Non è detto che la “torta” sarà per tutti. Ne vedremo delle belle. L’importante è che questi “cialtroni” pidiini (lontani, lontanissimi, pronipoti dei “tragici” piciisti) falliscano nel loro disegno di tornare nei “Palazzi”, assieme alla loro corte di marci intellettuali – “impestatori” di giornali, TV, editoria – vera vergogna del paese.

Non si sottovaluti troppo però il fatto che questi farfalloni, passati attraverso tutte le possibili etichette pur di vendere sempre la stessa merce avariata, gridino al “nuovo” e si fingano già all’opposizione. Questi “criminali della ragione” (il cui sonno, com’è ben noto, “genera mostri”) hanno condotto un’azione pluridecennale e capillare di “rammollimento cerebrale”, riuscendo così a tenere insieme i vecchi trinariciuti (che non si fanno ingannare dal nuovo ma, testoni come sono, pensano di essere sempre in presenza dei “difensori della Classe”) e il ceto semicolto, semintellettualizzato, dei mille nuovi lavori (in gran parte aria fritta), che corre alle mostre, al cinema, legge romanzi moderni ignorando i grandi classici, va ai concerti e ai “dibattiti”, fa viaggi più o meno esotici (per conoscere “nuove culture” in 15 giorni o “sfidare” il deserto o la giungla), ama tutti i “diversi”, l’ambiente, la macrobiotica, la medicina alternativa, le banche etiche, il no profit e tutte le varie scemenze, di cui la sinistra “politicamente corretta” ha riempito il mondo per rincitrullire il maggior numero di “neo-piccolo-borghesi” e farsi votare (non solo in Italia, certo).

Questa è la massa dei seguaci del Pd, senza se e senza ma; solo all’apparenza sembrano migliori dei “bottegai berlusconiani” (si presentano più “ripuliti” e parlano “meglio”, pur se sempre in italiano approssimativo mischiato ad inglese maccheronico); in realtà sono più pericolosi perché mantenuti, almeno in buona parte, dalla spesa pubblica (dai “tesoretti” ecc.) e capaci di far degenerare porzioni non indifferenti della collettività verso forme di ottuso e superficiale “buonismo” (la più perfetta antitesi della bontà!). Almeno i bottegai, avrebbe detto Adam Smith, ci procurano di che mangiare e vestire; questi dilapidano ricchezza, e spargono a guisa di letame la melassa della loro stupida semicultura, della loro “apertura mentale” assai simile a quella di un tombino lasciato scoperchiato. Alla larga da tipi simili; il paese va a fondo con loro. Bisogna ricreare la durezza e un pizzico di cattiveria (unita al senso morale) per rinascere infine. Non votate questa sinistra; nemmeno la presunta radicale, che ha difeso fino all’ultimo il peggiore governo della storia italiana e voleva a tutti i costi l’accordo con “Uolter” che, prima delle elezioni, li ha snobbati (ma dopo……). La destra, se me lo permettete, non è affare mio; ci penseranno altri, se hanno testa, ad indicarla al pubblico ludibrio. Ognuno si curi le “sue rogne”; ne abbiamo così tante da scrostarci di dosso che non possiamo certo pensare anche a quelle degli altri!